Bologna, 5 ottobre 2017 – Un colpo d’occhio da fa venire i brividi. Piazza Maggiore piena di ragazzi delle scuole medie provenienti da ogni angolo della regione – 34 i pullman che hanno raggiunto piazza VIII Agosto e da lì, tutti a piedi, verso il Crescentone – mescolati con i protagonisti dello sport paralimpico. Un successo di pubblico, almeno tremila i ragazzi e per gli organizzatori: in testa Melissa Milani, presidente Emilia Romagna del Comitato italiano paralimpico (FOTO).

Brividi, quando Vanessa Caboni, Viola Strazzari e Francesca Gironi, campionesse di basket e di volley per sordi e reduci dai Deaflympics di Turchia, “cantano” a modo loro l’inno di Mameli, con il linguaggio dei segni. Tutti in coda, poi, per chiedere un autografo a Emanuele Lambertini, 18 anni, amputato alla gamba destra, che ai Giochi di Rio, un anno fa, era il più giovane atleta in assoluto. Emanuele è un asso con la spada e il fioretto in mano. Tra un mese prenderà parte ai mondiali di Roma, intanto firma autografi, rilascia interviste alle scuole, sorride, partecipa.

Si chiama inclusione. E se il termine non rende bene l’idea forse è meglio dire che Emanuele, come i suoi compagni, inseguono e realizzano un sogno. Federico Mancarella., per esempio, è un talento con la canoa. Piazza Maggiore, senz’acqua (la fontana del Nettuno è pure chiusa) solo in apparenza è fuori dal suo habitat naturale. In realtà bastano quattro supporti e due canoe e tanti ragazzi, disabili o meno, possono sperimentare il fascino e il movimento della canoa. Intanto Federico, specialista del Kl2 sulle distanze dei 200 e 500 metri e reduci da diversi appuntamenti internazionali, pensa di creare un equipaggio per il futuro.

“Volevo portare lo sport in Piazza Maggiore – racconta Melissa Milani – non è stato facile, ma ci sono riuscita”. Melissa è una ragazza tosta: ha vinto l’oro, ai Giochi di Barcellona nel 1992 come tecnico della squadra di torball, non si ferma davanti a niente.

E pazienza se qualcuno, in piazza, non le permette di sistemare i canestri o la parete di arrampicata “perché mi è stato detto – sottolinea Melissa – rovinerebbero la visuale. Per qualche ora? Senza dare la possibilità a questi ragazzi straordinari di provare sport diversi?”. C’è la pista per lo sci di fondo che arriva da Bergamo, un lunghissimo biliardino che consente a decine di ragazzi di giocare insieme, che proviene da Torino. Si prova e si sorride in Piazza Maggiore. Si sta bene insieme. Ci sono i Bradipi, ovvero la squadra di basket in carrozzina con in testa il presidente Biagio Saldutto. C’è Davide Scazzieri che è un asso del tennistavolo. E Yuri Ferrigno che all’inizio dell’anno non sapeva che sport fare. Adesso, in  poco tempo, è diventato nazionale di badminton. Sono i piccoli grandi miracoli di chi si rimbocca le maniche. Di chi non si arrende mai. Come Eleonora Sarti, campionessa del mondo nel 2015 di tiro con l’arco. Forse non tutti sanno che Eleonora non sono fa parte della Nazionale paralimpica, ma anche di quella normodotati. Perché è brava, ha talento e carattere.

“Lo sport è fantastico – aggiunge Emanuele Lambertini –. Anche quando perdo. Se vinco sono più felice, ma se perdo sono sicuro di imparare qualcosa”. Imparano tutti, in Piazza Maggiore, perché ci sono davvero tante realtà, l’assessore allo sport Matteo Lepore, il presidente della Consulta per lo Sport Davide Grilli e ancora don Massimo Vacchetti, Andrea Sassoli, Davide Morri, Giancarlo Galimberti, Enrico Prandi. “Piazza Maggiore – chiosa una mamma, passando vicino allo stand degli organizzatori – non è mai stata così bella”.