Bologna, 18 dicembre 2017 – Il nome ricorda la dolcezza di un orsetto, anche se questi ragazzi, ormai, i peluche li hanno abbandonati da tempo. Saranno anche liceali, infatti, o al massimo matricole universitarie, ma l'ingegno dei finalisti dell'edizione bolognese di TEDxYouth non conosce alcun limite, fra scienza, tecnologia e un'innovazione diffusa, pronta ad abbracciare anche il campo umanistico. Sono rimasti in 11, dopo un'accurata selezione, gli studenti che, il prossimo 17 febbraio, presenteranno le proprie idee nella giornata finale del concorso nato dalla collaborazione fra l'organizzazione no-profit Ted e il Miur, ospitata, a Bologna, dai magici spazi dell'Opificio Golinelli.

L'evento, che il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, ha definito “un'occasione per condividere opinioni e partecipare attivamente allo sviluppo della società in cui viviamo”, ha attirato, come sempre, la viva partecipazione delle scuole del Paese e si gioverà del contributo, fra gli altri, dei licei 'Righi' e 'Malpighi' e di partner di prestigio come Oracle, Quora, Fondazione Tronchetti Provera, HannSpree e Marina Militare Italiana. Tra i lampi di genio che hanno già impressionato i giudici, così, sedie a rotelle interattive e caschi da moto in grado di chiamare soccorso in caso di incidente si mischieranno con profonde riflessioni su poesia, musica e migrazioni, in un caleidoscopio di spunti partoriti da cervelli giovani e motivati, dei quali l'Italia dovrebbe fare tesoro.

Ciò che li accomuna, del resto, è il desiderio di mettere le proprie passioni al servizio della comunità, come ha fatto Paolo Barzon, che, dalla Valpolicella, porterà sotto le Due Torri la sua personale visione della musica house, perché tutti possano coglierne una finezza che spesso passa inosservata. “Sono partito dall'ascolto del mio genere preferito – racconta Barzon – per vivisezionarlo nelle sue componenti ritmiche e strumentali e metterne in luce la profondità, pari a quella che serve per comporre ogni forma di musica e densa di implicazioni tecnologiche da non sottovalutare”.

Ci sarà, poi, anche il ravennate Mattia Strocchi, studente di ingegneria dell'automazione già vincitore di numerosi riconoscimenti internazionali, pronto a parlare di ciò che sta dietro alle protesi meccaniche di nuova generazione alle quali sta lavorando da tempo. “Le applicazioni in campo biomedico della mia idea sono evidenti – spiega Mattia – ma il mio desiderio è usare il discorso che pronuncerò a TEDxYouth per parlare della visione che c'è dietro, in un mondo di giovani che, per fare la differenza, devono superare i propri limiti e dimenticarsi di ogni confine”.