Bologna, 9 febbraio 2016 - Poteva essere perfetta la notte della Virtus, capace di dare un colpo di spugna ai cattivi pensieri nati dopo Capo d’Orlando: vittoria (79-75), ultimo posto abbandonato e differenza canestri. E’ mancata quest’ultima, per via dello sciagurato finale di Hasbrouck, che da americano evidentemente fatica a entrare nei meccanismi di scontri diretti e quant’altro: è il basket che abbiamo voluto riempiendo i campi di stranieri.

“Un errore, ci può stare: in partite così anche i giocatori alla fine pagano la stanchezza”, taglia corto Valli, felice di avere puntellato la classifica (e la sua panchina) ritrovando almeno lo spirito di squadra. Anche lui però si sarà accorto che a lasciare nei pensieri Pesaro è stato soprattutto il pacchetto italiano della squadra: superbo Fontecchio, che a vent’anni riesce ad esser protagonista, sempre presenti Mazzola e Vitali, bravo anche Cuccarolo a far fruttare i pochi minuti in campo.

Contava vincere, specialmente ‘una partita strana come questa’, come sostiene Valli, felice che la sua squadra nel momento difficile non abbia deragliato, ma reagito. Vinta la prima contro una rivale diretta (a fronte di cinque ko finora), la Virtus può prendere coraggio dal ritorno di Ray, in campo dopo cento giorni: per il capitano nove minuti appena, vuoi perché in ritardo, vuoi perché il pessimo arbitraggio lo castiga con troppa severità, ma che con lui di nuovo dentro la V nera ritrovi subito il successo è un messaggio di fiducia.