Bologna, 29 ottobre 2017 - L’illusione, il grido che si strozza sul più bello. La Virtus (FOTO) sta davanti ai campioni d’Italia per quasi tutta la partita, con l’eccezione dei primi tre minuti di gioco e degli ultimi cinquanta secondi, quando una Reyer Venezia cinica mette la freccia e approfitta di due errori dalla lunetta di Alessandro Gentile per sorpassare con Orelik, 85-86. Ci sarebbe ancora il tempo per rimettere le cose in sesto, ma il canestro diventa piccolo piccolo, con errori in serie dello stesso Alessandro Gentile e di Aradori. E qualche dubbio, forse, nella gestione degli uomini nell’ultima frazione con capitan Rosselli che arriva spremuto come un limone (rimettere in campo il più vecchio dei fratelli Gentile sarebbe stato un azzardo?).

Fin qui il bicchiere mezzo vuoto perché alla fine la Virtus esce tra gli applausi, ma i due punti e il primato se lo prende Venezia. La Virtus, però, si tiene stretta 35 minuti davanti e, da lì, con maggiore esperienza, pensare di crescere ancora.

L’inizio entusiasma perché la Virtus gioca alla pari, anzi, qualcosa di più, con i campioni d’Italia. Alla pari, con i campioni d’Italia. Vero che la Virtus ha storia e tradizione e, in estate, ha acquistato due italiani di spessore. Ma vedere una Virtus capace di mettere così in difficoltà i campioni, squadra per giunta a punteggio pieno, è qualcosa che riempie il cuore dei cinquemila (e rotti) che ancora una volta scelgono il PalaDozza per trascorrere una domenica ricca di emozioni.

Bologna sembra contratta, almeno nei minuti iniziali, quasi ci fosse una sorta di timore reverenziale nei confronti dei tricolori, poi, dopo il solito canestro iniziale di Alessandro Gentile, è Aradori che si mette in proprio, con 10 punti già nel primo quarto. Slaughter, là dietro, è un totem che dà sicurezza, sotto canestro comanda la Virtus che, dopo aver inseguito sul 3-8, trova la parità a quota 10 con Gentile junior e sorpassa con Slaughter sul 12-10.

E’ una Virtus che gioca quasi a memoria: chi entra sa subito cosa fare e come far male (agli avversari). Dopo il +11 del primo quarto, 25-14 firmato da Lawson al 9’, è proprio Kenny, con una serie di rimbalzi d’attacco, a scavare ulteriormente il divario che si dilata fino al 43-26 (canestro di Gentile) del 17’. E se i campioni d’Italia non deragliano - il pubblico prende di mira la terna arbitrale - lo devono essenzialmente al talento di due giocatori, Orelik, che tira dalla distanza con grande naturalezza e precisione e Peric che, tra una spallata e l’altra, trova sempre il modo di fare canestro (11 punti per entrambi all’intervallo).

Nel terzo quarto si accende definitivamente Dominique Johnson che fa canestro da ogni posizione (persino un tiro da quattro…) e Venezia si avvicina fino al 62-61. La Virtus ha l’orgoglio per scappare ancora, 75-68, ma Venezia non ci sta, 75-74 in un amen. Si mette in partita Stefano Gentile che con due triple in fila ridà fiato ai suoi. Poi, però, Stefano finisce in panchina e resta a guardare gli errori dei compagni. Con il sorpasso beffa nell’ultimo minuto.

Basket, i risultati della quinta giornata

Virtus Bologna 87

Reyer Venezia 88

SEGAFREDO BOLOGNA: Lafayette 7, Aradori 18, Alessandro Gentile 19, Ndoja 6, Slaughter 7, Rosselli 3, Umeh 5, Stefano Gentile 6, Lawson 16, Pajola ne, Petrovic ne. All. Ramagli.

UMANA VENEZIA: Haynes 8, Johnson 19, Bramos 8, Peric 18, Watt 7, Jenkins 9, Orelik 17, De Nicolao 2, Biligha, Cerella, Ress, Bolpin ne. All. De Raffaele.

Arbitri: Sahin, Rossi, Boninsegna.

Note: parziali 25-16; 47-39; 75-68. Tiri da due: Virtus Bologna 25/47; Reyer Venezia 20/33. Tiri da tre: 9/26; 11/28. Tiri liberi: 10/16; 15/20. Rimbalzi: 40; 28.