Bologna, 27 dicembre 2017 – Una vittoria frutto della determinazione e dei canestri di Alessandro Gentile. La vittoria all’overtime con Varese tiene in corsa la Virtus Segafredo per un posto nelle magnifiche otto che si giocheranno, a Firenze dal 15 al 18 febbraio, la Coppa Italia. Vittoria fondamentale perché se da una parte taglia fuori i lombardi, dall’altra consente alla Virtus di rimanere attaccata a Trento e Cantù, in un terzetto di squadre al settimo posto, ma che attualmente penalizzerebbe proprio le Vnere uscite sconfitte da entrambi gli scontri diretti. Alla fine del girone di andata mancano 3 sfide, quelle interne del 2 e 14 gennaio rispettivamente con Pistoia e Reggio Emilia e quella esterna del 7 ad Avellino, partite tutte decisive per la conquista delle Final Eight.

“Se la sfida con Varese l’avessimo vinta subito non ci avrebbe fatto schifo – ha confermato il tecnico Alessandro Ramagli - nel supplementare siamo stati lucidi. E’ stata una vittoria importante su un campo difficile. Il canestro di Gentile? Quel jumper lì ce l’ha, se la deve prendere. Nel secondo tempo è stato molto sereno, quando aveva il tiro l’ha preso, aveva buon feeling con la partita e ha fatto una grande prova”.

In termine di produzione punti quella di Alessandro Gentile è stata la sua miglior prestazione nella sua carriera in Italia. I 32 punti segnati ieri superano infatti i 29 realizzati nella stagione 2013/14 quando Gentile vestiva la maglia di Milano e affrontò Montegranaro. “Era una partita da vincere – conferma lo stesso protagonista - vogliamo continuare a lottare per le Final Eight”.

In effetti ci sarà ancora da lottare per la Virtus a cominciare dalla sfida del 2 gennaio contro Pistoia, in quello che potremmo ribattezzare il derby dell’Appennino. Intanto con un comunicato ufficiale Varese ha comunicato che non presenterà ricorso per quanto accaduto nel supplementare (tardiva segnalazione dei 24" nei confronti dell'attacco di Varese) nella sfida contro la Virtus.

Come recita il comunicato stesso, la società “non può non stigmatizzare l’inadeguato operato della terna arbitrale e degli ufficiali di campo che, nell’occasione, non si sono dimostrati di livello pari a quello delle squadre nella gestione delle situazioni venutasi a creare, come innegabilmente testimoniato dalla stessa diretta televisiva. Le decisioni tecniche che ne sono scaturite hanno condizionato il regolare svolgimento della gara e, si sottolinea, avrebbero potuto penalizzare sia l’una che l’altra parte in campo”.