Bologna, 29 settembre 2017 – «Eventi come la visita del Papa possono creare delle complicazioni, perché non si tratta di controllare un sito unico. Per questo abbiamo messo in campo risorse e mezzi adeguati per rispondere a ogni tipo di problema o emergenza».

Il nostro speciale sulla visita del Papa

Cosimo Picoco, responsabile della centrale operativa del 118 Emilia Est, durante tutta la giornata di domenica sarà impegnato a osservare e gestire, insieme ai suoi colleghi, tutte le fasi della visita di Papa Francesco in città, dall’Hub di via Mattei fino allo stadio Dall’Ara, pronto a coordinare eventuali interventi del 118 in caso di malori di qualche fedele. Per questo, è previsto anche l’utilizzo di tre droni, tra cui un sofisticato Aquila 100 della Eagle Sky Light di Ugo Vittori, in dotazione alla Croce Rossa, dislocati in via Mattei, Palazzo D’Accursio e allo Stadio.

Dottor Picoco, qual è la maggiore difficoltà che si ha nel gestire un evento del genere?
«Che non si sviluppa in un solo luogo. Il Papa si sposterà dall’Hub, a piazza Maggiore a San Domenico e poi allo stadio. Quindi bisogna gestire diversi siti».

Quanti uomini e mezzi ha previsto l’Ausl per la giornata di domenica?
«Tra i tanti provvedimenti adottati, ci saranno duecento soccorritori, undici ambulanze, tre droni, ma anche una moto sanitaria, quattro quad e sei bici sanitarie, che ci garantiscono un più rapido spostamento, ma anche un’ambulanza dedicata per il Papa».

Ci saranno anche punti medici avanzati in città?
«Ne abbiamo previsti quattro: in piazza XX settembre, a Palazzo D’Accursio, in Piazza Galvani e allo stadio».

La visita del Papa: la mappa interattiva del percorso e dei divieti 

Perché avete pensato di utilizzare i droni?
«Lo scopo è quello di vedere dall’alto quello che sta accadendo in strada o in piazza».

Ci può fare un esempio?
«Pensiamo a una folla di 40mila persone nello stesso luogo. Se si è a livello del terreno è difficile capire dove si sta verificando qualche problema».

Con il drone, invece, cosa cambia?
«Il drone, con la sua visione dall’alto, riesce a identificare il luogo. Se questo luogo è già mappato, ci consente di circoscrivere subito la zona dell’emergenza e intervenire in tempi rapidi».

Più o meno in quanto tempo riuscireste a soccorrere una persona?
«Diciamo che in quattro minuti dovremmo riuscire a intervenire e portare il paziente al punto medico. Teniamo conto che arriveranno circa 100mila persone, quindi riuscire a spostarsi velocemente, attraverso percorsi alternative, è molto importante».

Quali sono i malori che possono capitare durante questi eventi?
«Molto dipende dalla tipologia dei partecipanti e dell’evento. In questo caso potrebbero esserci traumi da cadute o scivolate».

E il resto del territorio come verrà tenuto sotto controllo?
«Il Maggiore, il Sant’Orsola e il Rizzoli si sono potenziati e quindi sono pronti ad accogliere più pazienti del solito, ma ci sono anche dei provvedimenti aggiuntivi».

Di che tipo?
«Ci sarà un’automedica dedicata alla manifestazione, un’automedica aggiuntiva per il territorio, dieci ambulanze lungo il percorso e una in piazza dell’Unità per intervenire in Bolognina e San Donato».

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