Cesena, 26 agosto 2017 - Il primo ottobre Papa Francesco parlerà ai suoi fedeli guardando la Fontana Masini e la Rocca Malatestiana, col sole alle spalle e le autorità a fianco. Parlerà di Dio, di Cesena e dei suoi pontefici davanti a un massimo di cinquemila persona, forse meno.

Per poterlo ascoltare non servono raccomandazioni: i primi che arrivano entrano, per gli altri ci sono gli spazi lungo i due chilometri e mezzo del percorso che il pontefice percorrerà, andata e ritorno, dall’Ippodromo fino al Duomo.

I dettagli della visita pontificia in programma dalle nove alle undici del primo ottobre, cominciano a delinearsi con maggiore chiarezza, a testimonianza di un piano studiato fin nei minimi particolari. Si parte con la viabilità, che per forza di cose subirà significative variazioni. Bergoglio coprirà tutto il percorso con la ‘Papamobile’ scoperta, procedendo lentamente salutando le due ali di folla che assisteranno al suo passaggio.

L’intero itinerario sarà transennato con ampio anticipo il che vuol dire che almeno da sabato attraversare il centro urbano in auto sarà impossibile. Il tragitto verrà monitorato palmo a palmo dalle forze dell’ordine, da una nutrita delegazione della gendarmeria pontificia e da mille volontari reclutati tra il mondo dell’associazionismo e della protezione civile. Ogni addetto avrà la sua postazione, che non potrà abbandonare dalle ore notturne fino al termine della visita papale: a ognuno verrà dato un kit composto da acqua, generi alimentari e tutto il necessario ad affrontare una lunga attesa stanziale.

Lo stesso problema riguarderà i fedeli che vorranno assistere all’evento, molti dei quali cominceranno a invadere il centro storico fin dalla sera di sabato trenta settembre. Con l’intento di fornire loro il maggior sostegno possibile, nei prossimi giorni l’amministrazione comunale incontrerà gli esercenti della zona per chiedere un orario di apertura straordinario delle attività (anche durante la notte), in modo da poter offrire servizi e ristoro a chi dovesse averne necessità.

Resta poi il tema della zona di piazza della Libertà, che rappresenta la via di fuga in zona Duomo: l’intento è quello di ultimare la pavimentazione nel tratto stradale di collegamento tra corso Garibaldi e via Mazzini. L’accesso sarebbe comunque precluso a tutti, eccezion fatta per i mezzi della scorta che in quell’area potranno far manovra in attesa del ritorno. Se invece la pavimentazione non dovesse essere ancora pronta, la via di fuga sarebbe sotto al porticato.