2008-06-25
di ERMANNO PASOLINI
CI SONO ancora tante vecchie e anche amate lirette in circolazione. Sembra quasi una cosa assurda. Ma è così, anche se dal 1 gennaio 2002 leuro ne ha preso il posto, pur meno amato, soprattutto fra gli anziani. Lo sa bene don Sante Mancini, megli conosciuto come don Tino, 84 anni, tuttora dinamicissimo e attivissimo parroco di Bagnolo di Sogliano al Rubicone e aiuto di don Fernando Della Pasqua, parroco di Roncofreddo, e di don Pierpaolo Conti, parroco di Santa Lucia a Savignano. «Ogni mattina, verso mezzogiorno ci racconta don Tino , dopo aver chiuso la chiesa di Santa Lucia, che viene poi sempre riaperta nel primo pomeriggio, svuoto regolarmente le varie cassettine in cui fedeli mettono le offerte dopo avere acceso un un cero o una lampada votiva a Santa Lucia, a Gesù, alla Madonna o a Padre Pio oppure semplicemente quando intendono lasciare offerte per i lavori di manutenzione della chiesa o per le iniziative che a Natale e a Pasqua variamo per inviare ai paesi del Terzo Mondo. Ebbene, praticamente tutti i giorni trovo alcuni esemplari delle vecchie lire».
Monete o banconote?
«Per lo più si tratta di monetine di vario taglio, dalle 10 alle 500 lire. Ma nelle cassettine capitano spesso anche banconote da mille, da duemila, da cinquemila e anche da diecimila lire».
Ma la gente dove le troverà mai?
«In circolazione ce ne sono ancora ben più di quanto si pensi. Saltano fuori quando si fanno pulizie o traslochi, quando si svuota una soffitta o magari quando muore un anziano e si va a rovistare fra le cose che ha lasciato. Resta il fatto che comunque sempre di soldi si tratta».
E voi cosa ne fate?
«Li conserviamo, li mettiamo insieme e quando ne abbiamo un quantitativo congruo per scambiare le vecchie lire in qualche centinaio di euro, allora uno di noi porta tutto allafiliale di Forlì della Banca dItalia».
Insomma, le vecchie lire nelle cassettine delle offerte non danno assolutamente fastidio...
«Ci mancherebbe, giovano anche quelle! La chiesa ha bisogno di tutto e delle offerte di tutti, perché i lavori da fare sono tanti e costosi e le necessità di chi vive in stato di indigenza sempre più impellenti. Per noi lire o euro non fa troppa differenza. Ringraziamo tutti coloro che scelgono la chiesa per le loro offerte».