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ESORDI LETTERARI

Quattro prolifici narratori in erba

Alla Biblioteca Malatestiana i giovanissimi scrittori sono protagonisti dell'incontro 'Primizie: il libri del debutto' e racconteranno al pubblico come come è nata la loro prima opera

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Giovani scrittori cesenati (foto Ravaglia) Cesena, 10 ottobre 2008 - Tutti e quattro insieme non arrivano all’età della pensione, i teenager scrittori liceali che oggi nel tempio cittadino della cultura sveleranno come è nata la loro prima opera narrativa data alle stampe. 'Primizie: i libri del debutto' è il titolo dell’incontro alla Sala lignea della Biblioteca Malatestiana (ore 17.15). Marcello Barbarossa, 14 anni, prima liceo Scientifico Europeo al Sacro Cuore (La leggenda del Necronomicon), Francesco Giubilei, 17 anni a gennaio, 4ª liceo scientifico Righi. (Giovinezza. Partitura per mandolino e canto), Greta Ravaglia e Luca Van der Heide, 15 anni, seconda ginnasio, compagni di classe al liceo classico Monti (Il sogno della mia vita e Cuthara). Presentano Giovanni Maroni e l’editore Roberto Casalini (Il Ponte Vecchio).

 

Il più giovane è Marcello Barbarossa. "Ho scritto il romanzo nell’estate della seconda media — dice —: fin da bambino componevo storie, è più forte di me. L’hanno letto i miei, hanno detto che forse meritava di uscire dal cassetto e poi l’editore l’ha pubblicato. È una horror-story, tra misteri e orrori di antichi enigmi e razze aliene. Leggo Poe e il mio favorito Lovencraft, ma sono un tipo tranquillo". Francesco Giubilei è il veterano. "Scrissi Giovinezza alle medie, un dialogo sotto forma d’intervista con mio nonno sui ricordi del ventennio fascista, frutto di una indimenticabile estate trascorsa nel suo paese di Gualdo Tadino. Poi ho scritto il romanzo storico Bastola la signora del fuoco pubblicato in un un volume con altri romanzi brevi da Historica, e che ora verrà dato alle stampe da solo. Sto dedicandomi a un altro romanzo sull’imperatore goto Totila, sempre sullo sfondo di Gualdo Tadino". Francesco è direttore editoriale della rivista Historica-Foglio letterario e ne cura il sito.

 

Altro genere narrativo per Greta Ravaglia che scandaglia le pieghe dell’animo di una adolescente innamorata della vita, in viaggio tra i moti del cuore. "Scrivere è bellissimo, vivi di più la vita e vivi tante vite in più. Anch’io composi quelle duecento pagine d’estate, due anni fa, ma revisionai il tutto diversi mesi dopo". "In Cuthara — dice Luca Van der Hiede — ho creato un mondo fuori dal tempocon l’elfo Gyera e l’hilfa Lacyar alle prese con un viaggio mortale per sottrarsi alla dimensione della oscurità. Lo scontro finale del viaggio sarà tra luce e ombra e...". Tutti stanno scrivendo ancora, non paghi. I prolifici quattro. Di norma al computer, ma non disdegnano penna e quaderno.

 

"Il problema è il tempo — concordano —: scuola, famiglia, amici, sport... Servirebbero trenta ore al giorno, ma la scrittura è un tarlo divorante e si fa largo". I familiari li sostengono, a patto che di notte dormano e non si dedichino alle sudate carte: la scuola prima di tutto. E gli amici che oggi stiperanno la sala lignea della Malatestiana? "Mah a volte mi guardano strano", dice sorridendo Greta. Programmi per il futuro? "Continuare a scrivere e creare, non necessariamente a fini editoriali". Anche qui pieno accordo. "Si vedrà", sussurranno i genitori che si rigirano fra le mani con orgoglio e tremore il libro con impresso in copertina il nome abbagliante e così familiare dei loro figli autori.

Andrea Alessandrini










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