Il candidato del Pd punta ad un’ampia coalizione. Il flirt va avanti con Rifondazione, Comunisti Italiani, Sinistra Democratica, Italia dei Valori, Partito Socialista e Verdi. A metà febbraio i giochi dovrebbero essere fatti
Cesena, 9 gennaio 2009 - Tutti insieme appassionatamente. Di sicuro, Paolo Lucchi non è uno che sbatte le porte in faccia. Mancano cinque mesi alle amministrative e lui a Palazzo Albornoz conta di arrivarci trascinato da una coalizione il più larga possibile. Tant’è che sulla bozza di programma c’è stato perfino un approccio con la Rosa per l’Italia. "È vero — ammette —, anche se adesso vedo che ha imboccato un’altra strada".
Il flirt però va avanti con Rifondazione, coi Comunisti Italiani, con la Sinistra Democratica, con l’Italia dei Valori, col Partito Socialista e coi Verdi. E una strizzata d’occhiolino è già pronta per i repubblicani. "Hanno scelto di andar da soli ma ci terrei — anticipa — ad avere un confronto anche con loro. Peraltro non ho difficoltà a dire che nei riguardi di Di Placido, che pure sarà un mio antagonista, nutro una forte stima".
L’obiettivo insomma è di riassorbire anche chi — come i Verdi, ad esempio — nel 2004 a tirare la volata a Conti non se l’è sentita. Quanto alla tempistica, il momento per serrare le fila dovrebbe più o meno coincidere con la metà di febbraio. "Come Pd — detta il ruolino di marcia Lucchi — dovremmo validare il programma, integrando la bozza che io stesso ho prodotto l’estate scorsa, entro questo mese. Sarà l’Unione comunale a tirare le fila sulla scorta di quello che sta uscendo dai gruppi di lavoro. Una volta che l’avremo in mano, lo sottoporremo al vaglio dei potenziali alleati". E lì si saprà chi ci sta: verosimilmente, tutti.
Nel vivo la campagna elettorale entrerà probabilmente prima ancora che finisca l’inverno. Per Lucchi sarà una sorta di fase due. "Diciamo — fa lui — che tutti questi primi mesi che hanno preceduto le primarie sono stati dedicati all’ascolto. Ho promosso 91 incontri e mi sono visto suppergiù con 4mila persone. Ora viene il passo successivo: quello della proposta. Che sarà ancor più impegnativo".
Temprato dalle regionali del 2005 (dove fu il diessino più votato: 16.776 preferenze) e dalle recenti primarie, Lucchi pensa ad una campagna in cui spremere senza risparmio tutte le risorse che offre il web ma che dovrà fondarsi principalmente sul contatto diretto, sulla stretta di mano, sugli scambi di vedute. "Diciamo pure una campagna stile anni ’70 — preannuncia — . Poche iniziative pubbliche ma un’overdose di riunioni anche di condominio o di caseggiato".
Insomma, coinvolgere. Anche perché una delle parole chiave del programma in elaborazione sarà di sicuro 'partecipazione'. "Ci credo molto — conclude —, penso che nella crescita della città un ruolo estremamente attivo possano averlo i quartieri ma anche i comitati spontanei. Ricordo che negli anni ’80 fu un comitato a suggerire e a far passare la soluzione del tunnel per il tracciato della Secante, all’epoca previsto totalmente a raso. Le buone idee vanno sempre accolte. Da qualunque parte vengano".
Ugo Ravaioli