Nessuna forza economica locale è parsa interessata al volley femminile, nonostante la salvezza in A1 e il numeroso pubblico. Entro la fine del mese la società deve presentare la documentazione per l'iscrizione ma mancano i fondi
Cesena 24 giugno 2009 – La svolta del tormentone estivo della Pallavolo Cesena non c’è ancora, restando in attesa persino di sviluppi per quanto riguarda la conferma della squadra a Cesena. Lo stallo deriva dal fatto che nessuna forza economica locale è parsa interessata al volley femminile, nonostante la salvezza raggiunta al primo campionato di A1 e il numeroso pubblico presente sugli spalti del Carisport.
Aspetto da non sottovalutare è a questo punto la concreta possibilità che il titolo sportivo possa essere ceduto a qualche altra società, come conferma il direttore sportivo Gallucci: «In questi giorni ci è arrivata in effetti una buona offerta da parte di una società di A2 per rilevare il nostro diritto sportivo e stiamo valutando se accettare o meno la loro proposta. Comunque la nostra decisione sarà presa entro la metà della prossima settimana: o vendiamo tutto oppure rimaniamo a Cesena, allestendo una squadra con un budget comunque molto ridotto».
Sul futuro poi del sodalizio cesenate è intervenuto nel weekend anche un comunicato ufficiale. «Stiamo lavorando per permettere a Cesena di continuare ad avere una realtà in A1 — sono le dichiarazioni del presidente Alberto Corbelli —. Stiamo studiando ogni tipo di soluzione, ma abbiamo i giorni contati. Entro la fine del mese bisognerà presentare la documentazione per l’iscrizione e questa prevede una polizza fidejussoria emessa da una banca, per 70mila euro, oltre ai versamenti per Lega e Fipav. Non sarà facile trovare i fondi a disposizione. I nostri sponsor hanno garantito sui versamenti, ma sulla polizza non abbiamo ancora soluzioni».
Quanto all'incontro che si è svolto ieri tra il sindaco Paolo Lucchi, l’assessore allo sport Daniele Gualdi e il consigliere comunale Luigi Di Placido da un parte e il dg della Pallavolo Cesena Pippo Laterza, il ds Rocco Gallucci, nonché i rappresentanti dell’Endas, Raffaele Molfetta e Giuseppe Tumedei la riunione si è conclusa con un nulla di fatto. «Il primo cittadino — ha spiegato Laterza — si è limitato ad ascoltare a prendere nota delle nostre richieste. Ma qui il tempo stringe, ed entro venerdì dovremo decidere cosa fare. Come siamo rimasti? Che ci daranno una risposta, sempre che possano essercene. Da parte nostra invece è stato l’estremo tentativo di salvare una cosa che ci sta a cuore. Si è trattato di un atto dovuto, così nessuno potrà dirci di non averci provato. Del resto, l’impegno che chiediamo, è tutto sommato molto contenuto. Per un campionato di serie A1 che dà un certo tipo di visibilità e che muove gli ingranaggi dell’economia locale, chiediamo al massimo 300mila euro, offrendo peraltro le ‘poltrone’ in società e la maglia per lo sponsor principale. Gli altri 700mila li mettiamo noi».
Il destino dunque sembra segnato. A confermare la tesi ci sarebbero anche le parole dell’assessore Gualdi, il quale, nei gironi scorsi, aveva ribadito che «il compito dell’amministrazione comunale è quello di mettere le società sportive nelle condizioni di svolgere la propria attività in impianti adeguati, ma non quello di sostenerle dal punto di vista economico».
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