L'assessore regionale alla Programmazione e sviluppo territoriale risponde al capogruppo di An-Pdl Luca Bartolini affermando che l'Emilia-Romagna sta cercando, per quanto possibile, di superare gli ostacoli burocratici. E' stata approvata una legge per cui difformità del 2% sono tollerate
Bologna, 1° luglio 2009 - "Credo che il consigliere Bartolini abbia fatto un po’ di confusione. La legge regionale, che secondo lui 'lega le mani ai bagnini', non fa altro che recepire una norma statale. Comunque il problema delle burocrazia esiste e stiamo cercando di superarlo per quanto di nostra competenza: non si può dimenticare che da oltre tre mesi stiamo aspettando il decreto del Governo sulla semplificazione edilizia". Lo ha sottolineato l’assessore regionale alla Programmazione e sviluppo territoriale Gian Carlo Muzzarelli anticipando la risposta ad una interrogazione del capogruppo Pdl in Assemblea legislativa Luca Bartolini secondo il quale la legge regionale 31/2002 è troppo rigida.
"Occorre – aggiunge Muzzarelli - che tutti operino sempre nell’asse chiaro delle regole e della legalità. È quindi improprio dare messaggi sbagliati. Inoltre il consigliere Bartolini dovrebbe ricordare che proprio ieri l’Assemblea legislativa, approvando la nuova legge in materia urbanistica 'Governo e riqualificazione solidale del territorio', ha introdotto il principio di tolleranza per cui una difformità del 2% è comunque considerato un mero errore materiale che non costituisce abuso edilizio".
La norma regionale permette varianti in corso d’opera, identificando all’articolo 18 le modifiche soggette a denuncia d’inizio attività (Dia) o permesso di costruire che richiedono un nuovo titolo abilitativo edilizio, dopo l’inizio lavori. Queste varianti sono solo quelle che riguardano modifiche significative rispetto a quanto autorizzato dal Comune. Ad esempio, ampliamenti superiori al 10% rispetto alla superficie coperta, aumenti di cubatura rispetto al progetto del 10% e comunque superiori a 300 metri cubi.
E’ stato inoltre previsto, in recepimento del Testo unico dell’edilizia (Dpr 380/2001), l’obbligo di richiedere un nuovo titolo abilitativo nel caso di immobili ricadenti in aree naturali protette o sottoposti a particolari prescrizioni per ragioni ambientali, paesaggistiche, archeologiche, storico-culturali o dagli strumenti di pianificazione territoriale o urbanistica.
Le opere dell'artista faentino faranno parte della mostra 'Ivo Sassi. Ceramics' che inaugurerà il 10 luglio