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IL DRAMMA DI UNA GIOVANE BULGARA

Picchiata e costretta alla strada
In manette il convivente e suo fratello

Si tratta di due albanesi di 25 e 30 anni che da mesi tenevano prigioniera la ragazza. Fino a quando lei ha trovato il coraggio di rivolgersi ai carabinieri di Cesena

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una prostituta in strada Cesena, 2 luglio 2009 - Erano in due a picchiarla, minacciarla e farla prostituire da mesi sulla statale Adriatica. I colpevoli sono due ragazzi di 30 e 25 anni, di origini albanesi: il primo era il convivente di una ragazza bulgara di 28 anni, la vittima di questo inferno, il secondo il fratello del 30enne. Tutto è finito quando la ragazza si è sfogata con i carabinieri di Cesena che hanno arrestato i due balordi.

I due, da tempo in Italia, si spostavano continuamente dalla loro abitazione a Borello all’Adriatica, nella zona di Cervia, dove facevano prostituire da mesi la ragazza, minacciandola anche con una pistola rubata, e facendola prostituire da mesi con l’obbligo poi di versare al compagno - sfruttatore l’80% di quanto guadagnava sulla strada. A un certo punto la ragazza non ce l’ha fatta più ed è scappata dai carabinieri che sono entrati in azione un paio di giorni dopo il racconto della donna.

I due sfruttatori sono stati arrestati per sfruttamento della prostituzione, detenzione illegale di arma da fuoco e ricettazione. Nel garage dell’abitazione dove vivevano i tre, hanno trovato la pistola, una calibro 38 con munizioni rubata a Roma nel luglio 2007 e sulla quale stanno indagando i Ris, nascosta fra alcuni stracci.










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