Nato a Sala di Cesenatico il 5 luglio 1929, per anni cappellano a San Bartolo, è un grande amante delle montagne. E' salito sul Monte Bianco, sul Cervino, sul Rosa e sul Bernina
Cesena, 2 luglio 2009 - È nato a Sala di Cesenatico il 5 luglio 1929, a un tiro di schioppo dal mare, ma nella sua vita ha amato e ama le montagne, quelle più alte e severe della catena alpina: è salito sul Bianco, sul Cervino, sul Rosa, sul Bernina e non per niente è stato ammesso al Club dei 4000, associazione che unisce quanti possono vantare un certo numero di salite oltre i 4000.
Ma ha amato anche le Dolomiti, percorrendone le ferrate, scalandone le fantastiche guglie. Il Monte Rosa è divenuto capanna emblematica della sua vita: nelle sue numerose cime l’ha salito ben 27 volte; la Signal Kuppe l’ha raggiunta in solitaria 15 volte. E anche la cresta sud-orientale tra Valsesia e Valle Anzasca, di grande impegno in cui si alternano roccia e ghiaccio lungo un’impennata di forte dislivello, appartiene al suo ricchissimo palmares.
Di chi stiamo parlando? Di un prete che compie ora 80 anni, don Egidio Neri, per anni cappellano a San Bartolo e dal ’52 assiduo e premuroso assistente religioso fra i malati ricoverati alla Malatesta Novello e alla San Lorenzino. Un prete umile, dedito al suo servizio pastorale ma che, attraverso la sua passione, ha fatto conoscere la montagna a generazioni e generazioni di giovani cesenati. Perché la montagna significa magistero della natura, luogo di riconosciuti valori, espressione alta della Creazione che avvicina all’Autore della vita e della bellezza.
Don Egidio Neri, socio da sempre del Club alpino, a 80 anni, nonostante il passo leggermente incerto per l’amputazione di un alluce, a 80 anni continua a sognare le montagne, le pareti rocciose, i ghiacciai con l’entusiasmo di un ventenne. L’anno scorso, per il suo 79° compleanno, con un gruppetto di «chierichetti» di San Bartolo, come lui li chiama, con la collaborazione di un giovane cesenate, è salito fino al piccolo Cervino, discendendo poi il ghiacciaio fino al Plateau Rosà.
Ma non si può parlare di lui senza accennare alla sua passione per la fotografia, di cui è un mago non solo come scelta di immagini ma anche per le complesse alchimie che riguardano gli sviluppi delle pellicole (il digitale non fa parte del suo vocabolario) per arrivare a risultati superiori a quelli dei laboratori specializzati. E ciò gli è stato molto utile nell’attività pastorale, soprattutto fra i giovani per documentare le loro attività e quelle della parrocchia.
Se per le vie di Cesena vi capita di incrociare un prete che viaggia frettoloso in bici, vestito — uno dei pochi — del tradizionale abito talare che solo in montagna dismette, quello è lui: don Egidio Neri, umile sacerdote ottantenne, un prete dal cuore grande come le sue montagne.
Le opere dell'artista faentino faranno parte della mostra 'Ivo Sassi. Ceramics' che inaugurerà il 10 luglio