Il caso risale al 2004: un 67enne di San Sepolcro che temeva di essere stato sanzionato da un autovelox celato dietro un cartello sulla E45, si fermò sulla strada per chiedere spiegazioni. E per lui sono iniziate le grane...
Cesena, 25 luglio 2009 - Un autovelox celato dietro un cartello di lavori in corso sull’E45, un automobilista che se ne accorge e, temendo di essere stato sanzionato, fa marcia indietro per chiedere chiarimenti ai vigili urbani di Roncofreddo, ma viene denunciato per interruzione di pubblico servizio (il rilevamento della velocità dei veicoli) e inottemperanza a un ordine impartito per motivi di sicurezza.
Il processo, che si riferisce a fatti del febbraio 2004, è iniziato davanti al giudice onorario Stefania Brunacci e sta cambiando prospettiva: l’imputato, un consulente aziendale 67enne originario di Sansepolcro (Arezzo) con studio a Milano, ha dimostrato con le foto scattate sul posto che la sua auto non era stata parcheggiata davanti all’autovelox (che quindi poteva continuare a funzionare) e non intralciava il traffico come invece sostenevano le due agenti della polizia municipale di Roncofreddo.
Le dichiarazioni dell'uomo, difeso dagli avvocati Giorgio Fabbri di Cesena e Riccardo Foni di Arezzo, sono state sostanzialmente confermate dai carabinieri che intervennero sul posto su richiesta dello stesso Tavanti.
Il processo è stato rinviato al 23 dicembre 2009, quando dovrebbe essere pronunciata la sentenza.
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