Il Premio Pascoli di Poesia
a Jolanda Insana e Fabio Franzin

La prima autrice è stata scelta per il volume 'Frammenti di un oratorio' sul terremoto di Messina, il secondo scrittore per 'Fabrica' sulla condizione degli operai di oggi in cui spicca il legame tra l'italiano e una variante del dialetto veneto-trevigiano

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Giovanni Pascoli (foto Ravaglia)
Giovanni Pascoli (foto Ravaglia)

Giovanni Pascoli (foto Ravaglia) San Mauro Pascoli, 3 settembre 2009 - La nona edizione del Premio intitolato al grande poeta di San Mauro, Giovanni Pascoli, è stata vinta da Jolanda Insana per la sezione in lingua e da Fabio Franzin per la sezione dialettale. I due autori saranno premiati il 5 settembre a Casa Pascoli a San Mauro.

La prima autrice è stata scelta per il volume 'Frammenti di un oratorio' (Milano, Viennepierre 2009), il secondo per il testo 'Fabrica' (Borgomanero, Atelier, 2009). A stabilire il responso è stata la giuria composta da Andrea Battistini (presidente), Franco Brevini, Gualtiero De Santi, Claudio Marabini, Piero Meldini e Gianfranco Miro Gori, dopo aver vagliato le 158 opere partecipanti (139 in lingua, 19 in dialetto).

Fedele a uno stile di rara efficacia espressiva, che non esita a ricorrere alla polifonia delle voci dialettali della sua Sicilia - questa la motivazione - già cantata fin dagli esordi di Sciarra amara, Jolanda Insana si giova delle più aspre sonorità per sgretolare l'oleografico sentimentalismo che solitamente insidia le commemorazioni degli eventi più luttuosi. L'ardita poetica sottesa ai 'Frammenti di un oratorio' per il centenario del terremoto di Messina persevera così nel vibrare i suoi secchi ''fendenti fonici'' sulle più viete convenzioni, rivivendo quella tragedia con accenti di intensa e profonda sincerità''.

''Esempio rilevante di un interlinguismo che lega l'italiano a una variante del dialetto veneto-trevigiano utilizzata a Motta di Livenza - è la seconda motivazione - Fabio Franzin ha raggiunto con 'Fabrica' un grado di maturità attestata in primo luogo dall'argomento dei suoi versi, la condizione operaia al giorno d'oggi. Po'ri operai titola significativamente il lungo testo centrale: tema drammatico, ma affrontato su registri di rigore e severità, e con un linguaggio che, pur mantenendo le ampie legature vocali e la pastosità di un dialetto di per sè musicale, opera sul piano della contaminazione lessicale e fonica e con uno sperimentalismo che punta al dato effettuale della materia. In ciò 'Fabrica' mette in archivio le corde del canto e della nostalgia e avvia a una nuova stagione della poesia neo-volgare italiana''.

Il concorso è promosso dall'associazione degli industriali del paese natale del poeta Sammauroindustria.










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