Cesenatico, 10 aprile 2017 - «Babbo, dov’è il mare?». «Laggiù, dietro quell’interminabile fila di auto che cercano e non trovano parcheggio». Ventidue gradi, sole, nessuna nuvola. Non serve altro per suonare la carica e andare all’assalto della riviera, operazione felicemente portata a termine da un esercito di cesenati che, dopo aver passato in agguato i mesi invernali, domenica si sono riversati in massa a Cesenatico (FOTO) e lungo tutta la costa romagnola.

Le dune di sabbia ancora alte per proteggere gli stabilimenti balneari da eventuali burrasche non hanno scoraggiato i villeggianti mordi e fuggi che sono finalmente tornati ad assaporare il contatto con l’acqua salata di casa nostra. E così, complice anche la bassissima marea, nel pomeriggio tante persone si sono tolte le scarpe, rimboccate i pantaloni e incamminate verso la sabbia bagnata. Più al largo qualche temerario si è pure cimentato nel primo – freddissimo ma rigenerante - bagno stagionale.

«Ci avevo pensato pure io – sorride una ragazza in relax all’ombra del grattacielo – ma il vento mi ha frenata. Per oggi mi accontento dell’abbronzatura». Come lei in tanti, coppie di fidanzati, famiglie con pargoli al seguito, amanti di animali a passeggio coi cani e, ovviamente un fiume di ragazzi che quando gli dici spiaggia, non puoi non parlare di pallone. Nel frattempo i gestori degli stabilimenti balneari non stanno a guardare: è vero che ci sono le dune, è vero che le folate d’aria si sentono ed è vero che i venti gradi sono superati di giusto un paio di tacche, ma per aprire una manciata di ombrelloni e posizionare le prime file di lettini non è mai troppo presto.

Diversi bagni hanno così già alzato le saracinesche, inaugurando la stagione 2017 a suon di musica e aperitivi. Se la passeggiata in riva al mare si sostituisce in un attimo alle invernali vasche in centro, chi cerca più privacy preferisce prendersi per mano e camminare lungo la lingua di cemento del porto canale che conduce all’ultimo lembo di terraferma sul quale sedersi guardando l’orizzonte. Meglio ancora se come panchine si scelgono gli scogli, lambiti dalle carezze di un Adriatico più piatto di una tavola dal surf. L’odore del sale, il vento sul viso, la sabbia bagnata. Che meraviglia, finalmente. «Eccolo qui il mare, ragazzo mio. E che importa se per arrivarci c’è stato da superare l’interminabile fila di auto che non trovano parcheggio».