I ragazzi delle superiori seduti davanti al pullman
Cesena, 1° ottobre 2011 - SIT-IN STUDENTESCO davanti al bus. Cesena - Bagno di Romagna, niente E45, solo strada provinciale quella con le curve. Tutti insieme, pigiati come le sardine, con gli zaini sulle spalle e le mani aggrappate ai sedili, per non cadere. Il viaggio degli studenti dell’Alto Savio che tutti i giorni si svegliano all’alba per raggiungere Cesena, è un’odissea diventata insopportabile per tutti. Ragazzi e autisti.
Così ieri è scattata la protesta, di quelle plateali, tanto da far intervenire sul piazzale della stazione ferroviaria un’auto dei carabinieri di Cesena. Il copione si ripete da giorni. Tanti studenti e un solo bus disponibile a inerpircarsi verso i monti. Ressa, spinte, disagi. L’autista non ci sta, dice che questa volta i ragazzi sono proprio troppi, che viaggiare così è pericoloso, che qualcuno deve scendere, perché ci sono delle leggi da rispettare per la sicurezza di tutti.
La rabbia sale, perché mamma e papà l’abbonamento l’hanno pagato eccome e in cambio l’azienda di trasporto deve fornire un servizio adeguato. Che secondo i giovani non c’è. E così dalle parole si passa ai fatti e ci si siede davanti al muso del bus. «Restiamo qui».
Il conducente prende atto della situazione e chiama la casa madre che per una volta concede l’eccezione e invia alla stazione un secondo mezzo, in modo da non lasciare a piedi nessuno. I carabinieri vigilano ma non compilano verbali: il reato di interruzione di pubblico servizio è cosa ben più seria e in questo caso non si manifesta. Per oggi finisce qui, ma domani il problema tornerà a ripetersi. Fino a quando il servizio non verrà potenziato.