L’artista è deceduto ieri a Savignano all’età di 89 anni Lascia un ricordo
di Ermanno Pasolini
Cesena, 30 gennaio 2012 - IL MONDO dell’arte è in lutto per la scomparsa di uno dei suoi più grandi esponenti degli ultimi decenni. Ilario Fioravanti, 89 anni compiuti il 25 settembre scorso, si è spento ieri alle 17 nella sua casa di Savignano. Era nato a Cesena il 25 settembre 1922 da mamma Renata Gavagna e da papà Giuseppe. Era il primo di quattro fratelli, tre maschi e una femmina, dei quali due, Luigi e Lucia viventi. Frequentò le scuole a Cesena dalle elementari a ragioneria e poi Architettura a Firenze, dopo gli esami al Liceo Artistico di Bologna. Diventò architetto nel 1949 e scultore oggi fra i più apprezzati a livello nazionale e internazionale. Tredici anni fa era stato, come soleva dire lui, ‘prestato’ a Savignano sul Rubicone dopo il matrimonio con la sua amatissima Adele Briani che lo ha assistito amorevolmente fino alla morte. A 74 anni decise il grande passo portando all’altare Adele, che poi diventò la sua manager.
GLI 80 ANNI Ilario Fioravanti li festeggiò al Castello Malatestiano di Longiano con una cena insieme all’amico Vittorio Sgarbi che lo ha definito «un architetto, uno scultore e un pittore al di là delle stagioni, etrusco e novecentesco».
Fra le opere più importanti progettate come architetto da Ilario Fioravanti ci sono il nuovo Palazzo Almerici di Cesena, 17 chiese da Cesena a Rimini fra le quali quella di Gualdo di Roncofreddo per la quale ricevette la lettera con l’encomio da parte del Vaticano.
FRA LE OPERE invece scaturite dalle sue mani il portale del Duomo di Cesena, il Presepe, il Compianto sul corpo di Cristo a Longiano e il Compianto laico di Sorrivoli. Poi quello della Resistenza a Cesena, la cripta ossario sotto la chiesa del cimitero di Cesena per i caduti di tutte le guerre, l’ampliamento dello stesso cimitero e le sculture della sua facciata. Ha tenuto diverse mostre in Italia e all’estero, fra le quali famosa è quella di Spoleto in occasione del Festival dei Due Mondi voluta da Giancarlo Menotti.
UNA VEGLIA di preghiera ci sarà questa sera alle 21 a Savignano nella chiesa di Santa Lucia, mentre la messa funebre (non è ancora ststo fissato l’orario) si svolgerà mercoledì nel duomo di Cesena, la sua città dove verrà sepolto. «Ha lavorato fino all’ultimo e mercoledì sera aveva terminato una medaglia, soddisfatto di essere riuscito a completarla — racconta la moglie — Venerdì mattina è venuto a trovarlo a casa l’abate del Monte di Cesena e gli ha somministrato l’estrema unzione, che aveva già ricevuto sei-sette volte. Ilario rivolto all’abate con la sua consueta ironia ha commentato: ‘Con tutte queste benedizioni andrò in Paradiso con un filo di gas’».
di ERMANNO PASOLINI