Dopo l’arresto di Alfredo, Daniele e Paolo Ionetti
Cesena, 2 febbraio 2012 - SI ALLARGA l’inchiesta sulla famiglia Ionetti, dopo che il tribunale del riesame di Bologna ha confermato la detenzione in carcere per Alfredo, 78 anni, e suo figlio Daniele, 28 anni, ha ammesso al regime degli arresti domiciliari l’altro figlio Paolo, 30 anni, e ha revocato le misure cautelari nei confronti della segretaria Catia Casadei Lucchi, 44 anni.
Alfredo Ionetti, titolare della Sor-Nova, che pur avendo sede a Cesena da oltre vent’anni è concessionaria dei mezzi pesanti Scania per la Calabria, è accusato di essersi impossessato e aver riciclato cambiali e assegni per un totale di 263mila euro, i figli e la segretari di aver collaborato con lui.
Nel ‘mirino’ della Squadra mobile della Questura di Forlì e della Guardia di Finanza ci sono i due commercialisti di Reggio Calabria che la magistratura aveva nominato amministratori giudiziari del patrimonio, valutato complessivamente 50 milioni di euro, che era stato sequestrato ad Alfredo Ionetti e alla sua famiglia nel 2006, in occasione del primo arresto, con ulteriori sequestri finalizzati alla confisca nel 2008 e 2009, ai quali Ionetti si è opposto. Si tratta di Francesco Antonio La Camera e Rosario Spinella; per la verità La Camera è un omeopata iscritto anche all’albo dei commercialisti, e si sarebbe limitato a gestire un appartamento affittato; Rosario Spinella, d’accordo con La Camera, si occupava della gestione della parte preponderante del patrimonio Ionetti, a partire dalla Sor-Nova, azienda con nove dipendenti (oltre alla concessionaria c’è anche un’officina) tra i quali Daniele e Paolo Ionetti. Rosario Spinella, però, amministrava l’azienda cesenate da Reggio Calabria, facendosi inviare la documentazione via fax. In questo modo consentiva ad Alfredo Ionetti, benché ufficialmente estromesso dall’azienda, di gestirla senza alcuna difficoltà, tant’è vero che aprì un conto corrente a suo nome all’agenzia di Cesena del Credito di Romagna facendovi transitare cambiali e assegni.