Il verdetto contro Luca Lorenzini è stato letto ieri sera dal gup Luisa Del Bianco
Cesena, 3 febbraio 2012 - Trent’anni di reclusione, il massimo della pena. E’ la condanna per Luca Lorenzini, il 27enne cesenate che il 9 marzo scorso uccide l’ex fidanzata, la 19enne Stefania Garattoni, con 13 coltellate. La sentenza è stata letta dal giudice dell’udienza preliminare Luisa Del Bianco, che si era ritirata in camera di consiglio a mezzogiorno, quando ormai sul tribunale di Forlì erano calate da un pezzo le tenebre.
Il pubblico ministero Fabio Di Vizio aveva picchiato ancora più duro, chiedendo l’ergastolo e un mese di isolamento diurno. Alle sue richieste s’è associata l’avvocato Carlotta Mattei, legale dei genitori della vittima, che ha chiesto un risarcimento danni di due milioni di euro.
Gli avvocati della difesa, Alessandro Sintucci e Raffaella Lucchi, avevano puntato le loro arringhe soprattutto sul fatto che la condanna a una pena detentiva dell’ergastolo, o anche di trent’anni, non consente la riabilitazione e il successivo reinserimento nella vita esterna per una persona così giovane. Ma la recente vicenda di Marino Occhipinti, uno dei membri della ‘banda della Uno bianca’, condannato all’ergastolo e ammesso alla semilibertà dopo 16 anni di reclusione, dimostra che nel sistema giudiziario italiano le vie d’uscita non mancano anche per chi s’è maacchiato di crimini particolarmente efferati.
La sentenza, la cui motivazione sarà depositata entro trenta giorni, recepisce praticamente tutti i capi d’imputazione, messi uno dietro l’altro dai risultati delle indagini condotte dalla Polizia di Stato e seguite dalla vice responsabile del commissariato Patrizia Gentilini: oltre all’omicidio premeditato, la detenzione d’arma, il sequestro di persona, l’aggressione a un poliziotto, lo stalking nei confronti della vittima. E’ stata esclusa, invece, la violenza sessuale.
La storia d’amore tra Luca e Stefania era stata tormentata. Dopo mesi di litigi, lei aveva deciso di troncarla, ma lui non l’aveva presa bene. E il 9 marzo, alle 14.30, scaricò la sua furia sul corpo della ragazza, che s’accascia senza vita a terra, davanti a scuola, colpita da 13 coltellate.