Il peso della neve caduta abbondante ha rotto un ramo di un albero nel giardino finito sfortunatamete su un filo della luce
Cesena, 3 febbraio 2012 - Dalle 21 di mercoledì sera a Savignano la famiglia Gobbi-Vaccari in via Raffaello Sanzio è senza corrente elettrica. Il peso della neve caduta abbondante ha rotto un ramo di un albero nel giardino finito sfortunatamete su un filo della luce, caduto. La casa è abitata da due famiglie per un totale di sei persone delle quali cinque ultrassessantenni.
Come avete passato due giorni e due notti al freddo?
«Ci siamo attrezzati vestendo in casa giorno e notte con abiti da neve – afferma Giacomo Vaccari, 27 anni, il più giovane di casa — Abbiamo acceso i fornelli del gas e il forno, dormendo nei sacchi a pelo, tutti rannicchiati insieme nell’unica stanza riscaldata con gas e pentole di acqua sopra».
Dall’Enel cosa hanno risposto?
«Abbiamo fatto più di cinquanta telefonate giorno e notte al numero di emergenza Enel. Ci hanno sempre risposto voci computerizzate dove ci venivano chiesto i dati e poi la linea cadeva. Solo una volta ci ha risposto una voce umana ma non ci ha detto quando interverranno. Abbiamo anche chiamato vigili e carabinieri».
Come si vive in casa senza luce?
«Di stenti. Rimpiangiamo i lumi a petrolio dei nostri nonni, la stufa a legna e il camino».
Avete subito anche dei danni?
«Mio babbo ha avuto un forte attacco di asma e sospetta polmonite tanto è vero che questa mattina (ieri ndr) l’ho portato al pronto soccorso di Savignano dove gli hanno somministrato antibiotici e subito di fare ulteriori controlli. Io dirigendo la redazione giornalistica di Radio Icaro Rubicone, dovevo preparare in casa mia il giornale radio, ma sono rimasto completamente bloccato. Mia mamma che ha la bottega di restauro è ferma col lavoro».
La considerazione finale?
«E’ bastata una nevicata per bloccare tutto. Per rimettere a posto un filo della luce, e non si tratta di un traliccio, bisogna aspettare più di tre giorni. Tutti sono allertati, parlano ma nessuno è preparato. E se succedesse quello che è accaduto all’Aquila? E’ ora che qualcuno si prenda le sue responsabilità. Basta dire che davanti all’ospedale ci sono cumuli di neve dove si devono parcheggiare le auto. Neppure quello hanno pulito».
Ermanno Pasolini
di Ermanno Pasolini