E COSÌ l’emergenza meteorologica si è trasformata rapidamente (la tempesta non è ancora passata) in emergenza economica. L’ondata di maltempo ha aperto nelle casse del Comune di Cesena una voragine di 12 milioni di euro. Si tratta per ora solo di un conto all’ingrosso. A bocce ferme potrebbe essere ancora più salato. Pensiamo solo alla necessità di rifare il manto stradale massacrato da ghiaccio, sale e catene. Per i piccoli comuni del comprensorio, che mettono a bilancio per l’emergenza neve solo poche decine di migliaia di euro all’anno (e non potrebbero fare altrimenti), la punizione sarà durissima. Roba da portare i libri contabili in tribunale. D’accordo, c’è lo stato d’emergenza. Che vuol dire che Stato e Regione contribuiranno alle spese. Ma in che modo e per quali cifre? Nessuno lo sa. E gli strepiti di alcuni sindaci più o meno metropolitani sembra abbiano il solo obiettivo (oltre a scaricare le colpe su altri) di accaparrarsi una buona fetta dei fondi pubblici. La Romagna non può accettare di correre questo rischio.
di Emanuele Chesi