Cesenatico, 5 dicembre 2017 - Potrebbe essere stato preso a martellate Alfredo Benini, il pensionato picchiato a sangue il 15 ottobre scorso in pieno giorno, nel giardino della sua abitazione in via Santarelli. È questa agghiacciante pista una delle più probabili seguite dagli uomini del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Forlì-Cesena, che hanno in carico il caso su disposizione del sostituto procuratore Sara Posa, la quale ha aperto un fascicolo per il tentato omicidio dell’anziano.

Quella domenica pomeriggio una o più persone si sono introdotte in casa e, nell’affrontare l’87enne, una di queste gli avrebbe sferrato dei colpi in pieno volto e al cranio. Alfredo, ipovedente, avrebbe tentato di difendersi parandosi la testa e tentando di fermare la mano dell’aggressore, che invece ha dato mazzate con una grande violenza e senza pietà. Da fonti sicure pare che, secondo i primi risultati delle indagini condotte, la vittima sia stata colpita da un oggetto a forma di una ‘T’, l’ipotesi più plausibile è quella di un martello, oppure il calcio di una pistola, sicuramente di metallo.

L'unica persona indagata del tentato omicidio sino ad ora è una donna, una parente di Benini, la quale sarebbe in contrasto con l’anziano per delle questioni economiche e avrebbe fornito ai carabinieri delle dichiarazioni contrastanti. Tuttavia gli investigatori vogliono andare a fondo il più possibile e per questo sarebbero tornati sul luogo del crimine anche nei giorni scorsi. Ancora non è noto se sia stato trovato o meno l’oggetto con cui l’aggressore ha colpito, così come non si hanno notizie circa eventuali macchie di sangue e tracce trovate per inchiodare l’aggressore. Sta di fatto che i carabinieri sono costantemente impegnati sul caso.

Nel frattempo i parenti più cari di Alfredo Benini proseguono i contatti con lo studio legale interessato di seguire i familiari. Molto dipenderà dallo stato di salute della vittima, attualmente ricoverata in lungodegenza presso l’ospedale Marconi di Cesenatico. I familiari vogliono vedere quali sono stati i movimenti bancari sospetti, i prelievi consistenti e gli ammanchi su cui batte la stessa indagine.

E soprattutto vogliono sapere chi li ha effettuati e che fine hanno fatto decine di migliaia di euro svaniti dal conto corrente della vittima. Ai familiari la banca non consegna i documenti, la richiesta deve infatti pervenire dal titolare del conto corrente, quindi da Alfredo Benini. Una svolta potrebbe esserci nei prossimi giorni, visto che il pensionato sta migliorando ed alcuni parenti con sollievo hanno notato che, pur essendo ancora molto provato dall’aggressione e dall’intervento chirurgico, per lunghi periodi della giornata è lucido, quindi potrebbe telefonare a un funzionario della banca e chiedergli di recarsi in ospedale per esprimergli le sue volontà e ottenere le carte da consegnare all’avvocato.