Cesena, 27 dicembre 2017 - Chissà cosa ne pensa Giuseppe Zuccatelli della tassa sulla salma istituita dall’Ausl Romagna e che entrerà in vigore l’1° gennaio: consigliere comunale di Mp Articolo 1 fuoriuscito dal Pd e grande esperto di materia sanitaria. Laureato in medicina con specializzazione in igiene e medicina preventiva, fra i suoi tanti incarichi amministrativi in sanità, è stato per otto anni direttore generale della Usl di Cesena (1994-2002). Per conoscere il suo pensiero, lo abbiamo fatto... studiare. In vacanza da qualche giorno nell’immacolata Alta Val Badia, Zuccatelli sciava beatamente ignaro dell’istituzione del provvedimento e quando l’abbiamo contattato e si è preso un’ora per documentarsi, salvo poi risentirsi.
Dottor Zuccatelli, qual è la sua opinione su questo provvedimento dell’Ausl Romagna che prevede il pagamento di 112 euro al giorno per la permanenza all’obitorio dei defunti non provenienti dall’ospedale, ma da casa o istituti non convenzionati?
"Premetto che non sono al corrente se tra Ausl e Comuni interessati del territorio vi siano stati scambi di informazioni, riunioni e un minimo di contraddittorio. Da quel che mi pare di arguire è che il provvedimento è stato adottato ex abrupto e in modo unilaterale dall’Ausl e quindi devo dire che la penso esattamente come i sindaci dell’Unione dei Comuni Valle Savio che hanno eccepito, sostenendo che questa deliberazione pare dettata solo da uno spirito di profitto e non tiene conto dei bilanci familiari. Mi sembra anche ragionevole la proposta che viene fatta di un ripensamento con una condivisione su area vasta e non di tariffazione giornaliera".
Un provvedimento che allontana l’Ausl di Romagna dai cittadini utenti che già nei confronti dell’azienda sanitaria non sono certo esenti da situazioni di non soddisfazione e conflittualità?
"Vede, il gigantismo amministrativo va bene per tanto aspetti quando si governa , ma – si sa – non è certo l’ideale per quel che concerne le relazioni con il personale e quelle con i cittadini. È evidente che con provvedimenti di questo genere l’azienda si ponga come distante, anche perché, ribadisco, si è agito, stando a quello che risulta, in maniera unilaterale e ciò è sbagliato".
Che cosa dovrebbero fare i cittadini per far fronte a una situazione di questo genere?
"Guardi, non è populismo e neppure cinismo: verebbe pragmaticamente da dire che quando una famiglia ha un malato in fase terminale a casa gli converrebbe acccompagnarlo al Pronto Soccorso e all’ospedale, a questo punto".
Dunque: totale contrarietà da parte sua, da politico e da ex amministratore Ausl.
"E da cittadino".
Lei ha diretto l’Azienda sanitaria di Cesena per otto anni. Le capitò di adottare provvedimenti impopolari come questa tassa sulla salma che pure l’Ausl ha difeso con le sue ragioni?
"Sono passati più di 15 anni da quando mi dimisi nel marzo del 2002 e la memoria potrebbe non sorreggermi, ma francamente non ricordo nulla che possa concorrere con questo provvedimento. Io mi occupai delle trasformazioni degli ospedali nei comuni del comprensorio e fu una partita dura con varie mobilitazioni delle popolazioni interessate, ma a distanza di tempo mi sono sentito ringraziare più volte per come avevamo agito".