Cesena, 19 maggio 2017 - Diceva di non essere in grado di svolgere il suo servizio di carabiniere a causa di una serie di problemi fisici che ne limitavano le capacità fisiche e a sostegno delle sue parole presentava in caserma un certificato medico dopo l’altro, ma allo stesso tempo viaggiava in giro per l’Italia e frequentava la palestra a giorni alterni.

Con queste motivazioni, la Corte dei Conti ha condannato Michele Ferri, ex carabiniere 56enne originario di Manfredonia, ora in pensione e in passato in servizio anche nel territorio cesenate, a risarcire 50.000 euro all’Arma. I giudici nei suoi confronti hanno infatti evidenziato la ‘dolosa inosservanza dei doveri di fedeltà, lealtà, obbedienza e probità facenti capo a un graduato appartenente all’Arma dei Carabinieri’.

I fatti risalgono al periodo compreso tra il giugno del 2012 e il gennaio del 2014, circa un anno e mezzo durante il quale il luogotenente Ferri ha presentato otto certificati medici, alcuni dei quali anche con prognosi superiori a 90 giorni, per lo più firmati da un medico operante nel comprensorio cesenate, anche lui coinvolto nel caso e condannato dalla Corte dei Conti in via sussidiaria (dovrà in pratica versare la somma richiesta nel caso in cui l’altra parte non dovesse farlo).

Ferri nel dicembre del 2015 era già stato condannato dal tribunale militare di Verona per simulazione di infermità e truffa militare pluriaggravate e continuate alla pena di otto mesi e 15 giorni, alle spese processuali e alla rimozione del grado.

In base alla ricostruzione dell’accaduto, l’uomo non avrebbe mai menzionato al medico di essere ritenuto perfettamente idoneo a prestare il servizio dalle visite effettuate nelle strutture militari. Avrebbe invece simulato i sintomi della malattia sofferta in modo più grave rispetto alle sue condizioni reali. Per queste ragioni la Corte dei Conti ha escluso il dolo nei confronti del medico (nei suoi confronti non è tra l’altro mai stato aperto nessun fascicolo di natura penale), al quale è però stata attribuita la colpa grave di essere venuto a meno degli obblighi del codice di deontologia medica che impone di rifiutare prestazioni contrarie alla propria coscienza e ai propri convincimenti tecnico scientifici.

Ferri nei mesi scorsi aveva già provveduto a versare 25.000 euro in favore dell’Arma dei Carabinieri, coprendo dunque metà della cifra stabilita dalla Corte. Ora dovrà saldare la parte restante.