Cesena, 16 dicembre 2016 - Graziano Castiglia, 60 anni, di origine siciliana, noto in città per le numerose manifestazioni ed esposti contro l’Amministrazione comunale, sarà processato il 10 aprile del prossimo anno dal giudice monocratico del Tribunale di Forlì Floriana Lisena. Dovrà rispondere di atti persecutori (stalking), molestia e disturbo alle persone secondo quanto previsto dagli articoli 612 bis e 660 del Codice penale. Lo ha deciso ieri il giudice per le indagini preliminari Giorgio Di Giorgio, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Francesca Rago e dell’avvocato Giorgio Fabbri che si è costituito parte civile per conto del Comune di Cesena e del sindaco Paolo Lucchi. All’udienza di ieri Graziano Castiglia, che da qualche tempo vive prevalentemente in Campania, non si è presentato, lasciando che le sue ragioni fossero portate avanti dal suo difensore, avvocato Isabella Castagnoli.

«Abbiamo preso la decisione di costituirci parte civile – si legge in una nota diffusa dall’Amministrazione comunale – in coerenza con l’azione legale intrapresa più di un anno fa a tutela dell’immagine dell’intera Amministrazione e del buon funzionamento degli uffici comunali, messo a dura prova dal comportamento del signor Castiglia».

L’Amministrazione comunale inoltre riporta che per oltre dieci anni Graziano Castiglia, «autoinvestitosi del ruolo di censore», ha prodotto «oltre 200 fra denunce ed esposti nei confronti del Comune, indirizzati di volta in volta alla Magistratura, alla Regione Emilia-Romagna; alla Corte dei Conti; al Tar, all’Autorità nazionale anti corruzione al Corpo Forestale dello Stato; alla Presidenza della Repubblica; al Consiglio di Stato; alla Corte Costituzionale e alla Guardia di Finanza, senza che alcuno di essi abbia trovato ascolto nelle sedi competenti». Insieme al Comune e al sindaco nel capo di imputazione vengono indicati undici dipendenti comunali come parti offese che potrebbero costituirsi parti civili al processo.

Fino al giorno prima dell’udienza preliminare pareva che si potesse arrivare a una remissione di querela: per ritirare la denuncia il Comune chiedeva che Castiglia si impegnasse formalmente a interrompere definitivamente la condotta che l’ha portato davanti ai giudici. In un primo momento l’accordo sembrava possibile, tanto che l’udienza preliminare, già fissata per il 25 ottobre scorso, era stata rinviata; alla fine, però, Castiglia non ha voluto prendere l’impegno formale a cambiare condotta e si è arrivati al rinvio a giudizio.

Il sindaco Paolo Lucchi ha già anticipato la richiesta di risarcimento per l’Amministrazione comunale (100mila euro) e per se stesso (50mila euro), specificando che se la richiesta verrà accolta «quel danaro sarà utilizzato per finanziare il fondo per le famiglie bisognose della città».