Cesena, 5 luglio 2017 - Si avvicina la conclusione del primo dei tre processi in corso in tribunale a Forlì per la gestione del Cesena Calcio dell’era Campedelli.

Sul banco degli imputati ci sono l’ex presidente Igor Campedelli, l’ex presidente della società Cesena 1940 (che formalmente controllava l’Ac Cesena) Maurizio Marin, e l’imprenditore Potito Trovato. Campedelli e Trovato partecipato a tutte le udienze accanto ai rispettivi avvocati Fabio Belloni di Milano e Antonio Baldacci di Cesena, mentre Marin preferisce non essere presente in aula e tramite il suo difensore Luca Ferrini ha già fatto sapere che non si renderà disponibile per l’interrogatorio. Anche Giorgio Lugaresi, che si è costituito parte civile per l’Ac Cesena chiedendo due milioni di euro di risarcimento, si è presentato in aula solo per l’interrogatorio e segue il processo tramite i report dell’avvocato Giovanni Maio.

Secondo l’accusa Campedelli, Trovato e Marin avrebbero approfittato dei lavori necessari per adeguare le strutture dello stadio e del centro sportivo di Villa Silvia in occasione della promozione in serie A del 2010 per sottrarre ingenti somme alle casse della società calcistica attraverso fatture per lavori non eseguiti o sopravvalutati. In tal modo avrebbero frodato anche il fisco.

Ieri davanti al giudice monocratico Roberta Dioguardi si sono concluse le deposizioni dei testimoni citati dalle difese. Il primo è stato Saverio Provenzano, manager della società di marketing Gsport, che all’epoca seguiva il Cesena e adesso è a Catania con incarico analogo, che ha confermato di aver soggiornato per un breve periodo in uno degli appartamenti che Potito Trovato aveva messo a disposizione dell’Ac Cesena. E’ stata poi la volta dell’artigiano Andrea Bassetti che ha eseguito numerosi lavori per conto di Potito Trovato allo Stadio Manuzzi (spogliatoi, panchine, sottopasso e altro ancora) ma non ricordava né l’importo dei lavori eseguiti (40-50mila euro), né i nomi delli società alle quali li ha fatturati.

Più significativa la testimonianza di Luca Della Vedova che per un paio d’anni, dal 2008 al 2010, fu amministratore delegato dell’Ac Cesena sotto la presidenza di Giorgio Lugaresi: ha riferito che tra l’Ac Cesena e la società Cesena 1940 (che formalmente la controllava) c’era un contratto per la fornitura di tutti i servizi extra calcistici (dalla gestione delle biglietterie all’amministrazione) con l’impiego di una quindicina di dipendenti. L’anomalia sta nel fatto che il contratto durava tre anni, ma la fattura per l’intero importo (2,4 milioni) venne fatta all’apertura del contratto, anche se i pagamenti furono graduali poiché l’Ac Cesena non aveva la liquidità necessaria. Della Vedova avviò (anche su sollecitazione della commissione che controlla le società di calcio) il processo di incorporazione della srl Cesena 1940 nella spa Ac Cesena, che si concluse dopo la sua uscita.

Le prossime udienze vedranno lunedì prossimo 11 luglio l’interrogatorio di Igor Campedelli, il 18 Potito Trovato e il 12 settembre la discussione e la sentenza.