Cesena, 20 maggio 2016 - LA PROCURA della Repubblica di Forlì ha chiuso le indagini relative alla denuncia presentata dal Comune di Cesena nei confronti di Graziano Castiglia, 60 anni, originario di Nicosia, in provincia di Enna, ma da molti anni residente a Cesena. Molti lo conoscono per le sue colorite e rumorose manifestazioni di protesta su vari argomenti nelle strade del centro di Cesena e per l’assidua presenza ai banchetti informativi del Movimento 5 Stelle.

I reati ipotizzati a carico di Castiglia sono stalking e molestie, con l’aggravante di aver agito nei confronti di pubblici ufficiali. Il provvedimento firmato dal pubblico ministero, Filippo Santangelo e siglato anche dal procuratore della Repubblica Sergio Sottani, è stato notificato nei giorni scorsi a tutti gli interessati. Ora Castiglia, difeso dall’avvocato Isabella Castagnoli, ha venti giorni di tempo per presentare memorie, documenti ed eventualmente chiedere di essere interrogato. Poi ci sarà la richiesta di rinvio a giudizio o di proscioglimento da discutere davanti al giudice per le indagini preliminari.

Le persone offese individuate dalla Procura della Repubblica sono dodici, cominciando col sindaco Paolo Lucchi e proseguendo con assessori, dirigenti e dipendenti comunali: Sylvia Kranz, Corrado Pedrelli, Ivano Piraccini, Matteo Marchi, Stefania Tagliabue, Manuela Lucia Mei, Stefano Severi, Matteo Gaggi, Gualtiero Bernabini, Natalino Borghetti ed Emanuela Antoniacci.

Nelle denunce redatte dall’avvocato Giorgio Fabbri e firmata dal sindaco Paolo Lucchi c’è la descrizione dei comportamenti di Castiglia: «Una costante presenza negli uffici del Comune e con una costante pressione verbale nei confronti dei componenti la Giunta e della struttura tecnica del Comune. Aggiungerei anche che la sua costante presenza a momenti pubblici nei quali manifesta con aggressività le proprie opinioni rende anche visibilmente la situazione assolutamente anomala». Il sindaco Lucchi ha poi spiegato di aver dovuto modificare le sue abitudini lavorative: «In alcune occasioni ho dovuto modificare i miei percorsi per evitare di doverlo incontrare e subire così un suo attacco verbale». Paolo Lucchi ha aggiunto che queste manifestazioni inurbane erano più frequenti prima della presentazione degli esposti-querele, poi si erano mitigate per un certo periodo di tempo». Le dichiarazioni del sindaco sono state sostanzialmente confermate dalle altre persone offese e da testimoni.