Cesena, 9 agosto 2017 – Una squadra di volontari particolari parteciperà con gli operatori di Hera e del Comune alle operazioni di pulizia del piazzale della basilica del Monte in vista del pellegrinaggio del 15 agosto. Si tratta di una ventina di migranti originari della Nigeria, del Mali e del Bangladesh coordinati da Arci Solidarietà.

«Da qualche tempo –spiegano il sindaco Paolo Lucchi e l’assessore ai servizi per le persone Simona Benedetti - gli ospiti di Oriola sono stati coinvolti nel progetto di volontariato ‘Attiviamoci per Cesena’, che chiede a chi aderisce di prendersi cura in modo continuativo di un pezzetto di città. Così fin dalla primavera scorsa, ogni settimana, un gruppetto di giovani rifugiati, armato di scope e rastrelli, sale sul colle Spaziano per contribuire a mantenere puliti e in ordine gli spazi intorno alla millenaria Abbazia. Un impegno che si conferma e si rafforza proprio in vista delle imminenti celebrazioni in onore della Madonna del Monte e che rappresenta una testimonianza importante delle ragioni dell’accoglienza sia per i profughi che per i cesenati. In questi tre anni di attivazione del progetto ‘Attiviamoci per Cesena, infatti, abbiamo constatato che in genere i richiedenti protezione accettano positivamente la proposta di svolgere questi lavoretti, spinti anche dall’idea di restituire qualcosa alla città che li sta ospitando; al tempo stesso, sempre più di frequente, i cittadini che li incontrano durante queste attività attacchino discorso, favorendo l’avvio del dialogo e della conoscenza reciproca».

Gli amministratori spiegano che attualmente sono oltre un centinaio i profughi che si sono messi a disposizione della nostra comunità: una quarantina di loro è impegnata nella pulizia di alcuni parchi, altri prestano servizio nel territorio del quartiere Cervese Nord (e hanno dato una mano a ripulire il sottopasso decorato poi dai bambini) o in altre zone della città, fra cui Borello. Da alcune settimane, infatti, i ragazzi – una quindicina in tutto - ospitati in una struttura all’interno del paese, si dedicano a turno allo spazzamento di alcune aree pubbliche. «La frazione – concludono Lucchi e Benedetti – dimostra così, nel modo più eloquente, di aver superato in fretta le polemiche forzate alimentate da alcuni, per giungere alla piena accettazione».