Cesenatico, 2 novembre 2017 - Sono le vecchie colonie marittime e gli edifici abbandonati uno dei principali problemi al quale occorre dare risposte a Cesenatico. La scorsa estate infatti alcuni malintenzionati, dediti al traffico di oggetti rubati, avevano trasformato in un magazzino uno stabile situato a Ponente. E’ scattato così l’allarme. Per quanto riguarda questo edificio la proprietà è intervenuta subito e ha effettuato dei lavori straordinari. Sotto lo sguardo vigile della polizia sono state eseguite opere murarie per chiudere gli accessi, è stato messo in sicurezza il portone d’ingresso lato via Magellano ed è stato pulito il giardino in stato di degrado così come l’immobile.

Ricordiamo che l’edificio, di proprietà di una società immobiliare della zona, era stato ispezionato dalla polizia nell’ambito di un’operazione condotta dal responsabile del commissariato di Cesena Giorgio di Munno e coordinata dal sostituto commissario Stefano Sant’Andrea, mirata a ripulire le colonie abbandonate di Ponente. È una zona frequentata da persone sospette dove c’è il concreto bisogno di azioni mirate. Non a caso i due individui che furono trovati in agosto erano entrambi dei volti noti alle forze dell’ordine con precedenti per reati contro il patrimonio. Se non si tiene alta l’attenzione c’è il rischio di avere la zona di ponente invasa da criminali.

L’ amministrazione comunale valuta il problema nell’ottica di un maggiore controllo del territorio come spiega il sindaco Matteo Gozzoli: «Abbiamo delle criticità nelle colonie abbandonate, nell’area della stazione ferroviaria e nei parcheggi. Qui di frequente le forze di polizia trovano ladri e malviventi. I carabinieri gli agenti del posto estivo di polizia stanno facendo un lavoro importante. Ora che si è conclusa la stagione estiva, da parte nostra possiamo impiegare gli agenti di polizia municipale del Nucleo antidegrado per effettuare controlli in queste zone, sempre in collaborazione con le altre forze dell’ordine». Il sindaco entra anche nello specifico delle colonie abbandonate, alcune di proprietà di enti pubblici come comuni e province ed altre di proprietà privata: «Faccio un appello ai proprietari perché mantengano pulite le aree, curino il verde e impediscano l’accesso a persone indesiderate murando gli ingressi. Stiamo valutando di incentivare le demolizioni dei vecchi ruderi attraverso sgravi fiscali e sconti sull’Imu, tuttavia sino a quando ciò non sarà definito i proprietari devono sorvegliare i loro beni come prevedono le leggi e le ordinanze. Altrimenti rischio di incorrere in pesanti sanzioni». Dopo gli episodi della scorsa estate, sulle colonie abbandonate c’è dunque un giro di vite e il messaggio è chiaro: i proprietari devono fare la loro parte.