Cesena, 14 febbraio 2018 - Il progetto sarebbe pronto per portare a nuova vita quel che resta del vecchio cineteatro di San Bartolo, rintanato nel piazzalino a fianco nella discesina che costeggia la parrocchia di Porta Trova, che per trent’anni proiettò pellicole il sabato e la domenica e fu il regno delle operette ideate da don Emilio Casadei, parroco da fine anni Cinquanta, che videro sfilare bambini e adolescenti cantanti e attori in fior di melodrammi.

«Non si può riaprire il cineteatro perché per questa finalità non sono destinati fondi dalla Cei, ma una sala polifunzionale sì– informa il parroco di San Bartolo don Agostino Galassi –. C’è un progetto curato dall’ingegner Marco Ceredi che prevede la ristrutturazione dello stabile del cinema e di un capannone attiguo donato alla parrocchia che, uniti all’adiacente oratorio intitolato a don Emilio, potrebbero ospitare un palco teatrale con 350 posti e anche campi indoor di calcetto e basket, più altri ambienti. Per concorrere ai fondi occorre però che i sacerdoti delle parrocchie del centro urbano siano d’accordo. Finora non si è trovato un punto d’incontro, ma speriamo che sia ancora possibile farlo perché si verrebbe realizzare un’opera utilissima. Un teatro da 300-350 posti verrebbe subito dopo, come capienza, rispetto al Bonci, che ne ha 800. Un intervento del genere potrebbe essere candidato a un finanziamento della Cei del 75% del valore dell’opera e per il restante si potrebbero trovare altri canali».

I cineteatri parrocchiali erano diffusi fino agli anni Settanta. Hanno resistito splendidamente il Victor a San Vittore, cinema oggi a tutti gli effetti, e il Bogart a Sant’Egidio. Il cinema Astra si trova in locali della parrocchia Osservanza ma ha una gestione autonoma. Nei giorni scorsi il fu cineteatro di San Bartolo ha ricevuto un interessamento eccellente: il parroco è stato chiamato al telefono da Massimo Rocchi, sessantenne attore e mino di notorietà internazionale residente da tanti anni in Svizzera. «Rocchi mi ha chiesto di venire a rivedere il vecchio palco dove si esibì quando era bambino – confida il parroco –: la prima volta non superò le selezioni per l’operetta, che erano molto meticolose. Mi ha detto di considerare quel palco il luogo dell’inizio della sua carriera».

Anche Marco di Giacomo, 36 anni, attore cesenate, debuttò sul palcoscenico da voce bianca a dieci anni nelle operette di don Emilio. Franco Macrelli, 72 anni, perito tecnico in pensione, fu il primo proiettorista del cinema e ha curato per trent’anni l’impianto luci delle operette: «Dal 1958 al 1994 si tennero tutti gli anni– rievoca –. Don Emilio disegnava le scenografie da solo, poi lo aiutò il pittore Calderoni. Molti abiti delle operette si trovano ancora nei depositi del cinema e così il vecchio proiettore. Conservo l’ampio archivio fotografico delle operette passatomi dai don Neri, il cappellano di don Emilio, che ha donato alla Malatestiana gli spartiti. Furono anni indimenticabili, magari potessero rivivere».