Cesena, 7 novembre 2017 - La Fiorita assordata. Uno dei quartieri per certi versi simbolo di Cesena – che si snoda tra stadio e ferrovia – convive da decenni col problema irrisolto, anzi aggravato, del rumore dei treni (a cui si aggiungono quelli della secante) – fonte di fastidioso inquinamento acustico – che peggiora le condizoni di vita dei residenti. Stasera alle 18.30 la questione finisce in commissione consiliare con l’audizione della associazione Rifiorita (90 soci), sorta per provare a migliorare le condizioni di vita in un’area che sia all’altezza del nome che porta migliorando la situazione ambientale. I residenti tornano alla carica con le Ferrrovie dello Stato, ma anche con l’amministrazione comunale, per chiedere interventi che proteggano chi abita e vive alla Fiorata dai decibel molesti. Prenderà la parola il presidente Denis Parise, architetto, e sono attesi esponenti di Hera e, si spera, delle Ferrovie dello Stato.

«L’amministrazione comunale deve sostenerci in questa richiesta - dice Parise, marito di Valentina Orioli, cesenate assessore a Urbanistica e centro storico del comune di Bologna –, perché come privati abbiamo minor potere di pressione nei confronti delle Ferrovie dello Stato. Abbiamo raccolto centinaia di firme in una petizione. Chiediamo due cose: panelli fonoassorbenti, vale a dire l’intervento essenziale, ma nel contesto di un intervento più ampio di rigenerazione del quartiere per migliorarne anche la qualità ambientale e della vita».

«La situazione – prosegue Parise – è molto penalizzante per i duecento alloggi del comparto Ina Casa, realizzato a metà anni Cinquanta, con edifici che distano una ventina di metri dalla ferrovia, ma il problema è avvertito anche dalle abitazioni da via Subborgo Comandini, a viadotto Kennedy e via del Mare. Di notte dalle 22 alle 6 del mattino sfrecciano 31 convogli di cui sei ‘merci’, quelli più fastidiosi, uno ogni sedici minuti con rumori stimabili sui 67 decibel, mentre la soglia prevista dal piano di classificazione acustica del Comune è di 60 decibel». «Parimenti – prosegue Parise – dalle 6 alle 22, i convogli sono circa 120 ed è stato calcolato che il rumore dei treni misurato con le finestre aperte unito a quello deitelevisori accesi si attesti sui 70 decibel. Si tratta della media ponderata dei rumori di treni a cui si aggiungono altre fonti di rumore».

«Questa emergenza si protrae da diversi anni – rimarca il presidente di Rifiorita –: in Regione sono concentrati per lo più su Bologna e Rimini, la precedente amministrazione si era mossa sviluppando un progetto con barriere e pannelli fotovoltaici integrati ed erano stati presi contatti con l’allora dirigente delle ferrovie. Ma non si è fatto nulla. Il sindaco è il responsabile della salute dei cittadini ed è stato sbagliato non dare risposta alla petizione che abbiamo inviato. Qui ci sono persone che dormono da anni con tappi e cuffie, bambini e giovani col sonno disturbato e non è giusto».