Modena, 21 dicembre 2017 - Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Forlì, Giorgio Di Giorgio, ha deciso di archiviare la denuncia presentata dal sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, contro Graziano Castiglia, ritenendo che dalla querela e dalle successive indagini non siano emersi elementi tali da poter supportare l’accusa di ‘atti persecutori’ così come previsti dall’articolo 612 bis del Codice penale. La decisione è stata presa con prontezza: l’udienza con la discussione si era svolta martedì in camera di consiglio.

La querela del sindaco Lucchi riguardava alcune iniziative intraprese da Castiglia dopo che l’amministrazione comunale aveva presentato la corposa denuncia che aveva originato il processo per stalking in corso (la prossima udienza con le testimonianze di alcuni dipendenti del Comune si terrà il 22 aprile 2018 davanti al giudice Fiorella Lisena). In particolare Castiglia aveva chiesto chiarimenti e documentazioni in merito alla sicurezza del viadotto Kennedy e del campanile di San Domenico, al mancato ripristino dell’occupazione del suolo pubblico della scuola del Sacro Cuore, e alla transazione con la quale il Comune ha rinunciato a una corposa cifra dovuta per spese legali dalla società A&P Proposte.

Nel provvedimento di archiviazione il giudice Di Giorgio scrive che dalle doglianze del querelante (Paolo Lucchi) e dalle testimonianze rese dai funzionari degli uffici interessati «non risultano derivati gli eventi tipici del reato in contestazione, quali un grave stato d’ansia e/o il timore per l’incolumità personale». In favore dell’archiviazione della querela contro Graziano Castiglia (difeso dagli avvocati Antonio Baldacci e Isabella Castagnoli) si era espresso il pubblico ministero Filippo Santangelo, alla cui richiesta si era opposto il sindaco Lucchi (assistito dall’avvocato Giorgio Fabbri).

L’amministrazione comunale ha diffuso una nota nella quale sottolinea come la decisione del Gip «non incida sul procedimento penale in corso, quello riferito al ramo principale dell’indagine, composto da 3 voluminosi atti di querela nei quali sono contenute le centinaia di azioni di disturbo di Castiglia». In realtà nel provvedimento il Gip afferma di aver tenuto conto «della pendenza di separato procedimento penale... per il medesimo reato nei confronti dell’odierno indagato».