Cesena, 7 agosto 2015 - «Sono iscritto nel registro degli indagati, ne ho avuto notizia dalla Procura a cui ho presentato un’istanza per essere informato della mia posizione». Così dice Graziano Castiglia, 59 anni, denunciato dall’amministrazione comunale per stalking.

E’ una sola ipotesi rispetto alle numerose accuse del Comune, ma è grave. E’ preoccupato?

«Sono molto sereno, così come lo è la mia famiglia, perché io non ho commesso alcun reato. Negli uffici comunali mi sono sempre recato negli orari di ufficio e ho semplicemente esercitato i miei diritti di cittadino».

Lei ha presentato 218 documenti fra esposti, richieste di chiarimento, diffide e denunce in 13 anni. Dopo la denuncia dell’amministrazione come si comporterà nei confronti del Comune?

«Esattamente come ho fatto finora, con tenacia e correttezza. Mica mi intimorisco, mi chiedo solo se a Cesena gli occhi per vedere li ho solo io. Ho appena preso appuntamento da un dirigente comunale per avere chiarimenti su alcune questioni».

Di che cosa si sta occupando?

«Di vari temi, fra cui la ringhiera non a norma dello scalone del Municipio, in cui ho visto anche bambini che pericolosamente si arrampicavano, e della situazione di via Celincordia, una delle strade più belle di Cesena, meta di tanti camminatori, che versa in uno stato pietoso, per tante ragioni che è bene approfondire».

Come vive dentro di sé questa situazione di cittadino denunciato dal proprio Comune?

«L’ho detto, sono sereno, perché ho sempre agito per il bene della mia città. Si vede che così facendo sono diventato scomodo a qualcuno, ma essendo a posto con la coscienza non ho motivo di essere turbato, nè di rinunciare al mio impegno civico. Negli anni, fra l’altro, ho ridimensionato i modi di certe mie iniziative, che non sono più plateali, ma comunque sempre corrette, come un tempo».

Andrà in vacanza per stemperare la tensione?

«Non ho programmato vacanze per quest’estate, ma la scelta non dipende dalla vicenda in corso col Comune».

Teme il rinvio a giudizio?

«No, se dovrò andare in aula porterò la mia bella valigia piena di carte».