Cesena, 18 marzo 2017 -  I rumori non finiscono mai, nemmeno di notte, quando il transito dei mezzi pensati continua a fare tremare i vetri delle finestre e il basamento del letto. La paura non passa mai, nemmeno di giorno, quando la segnaletica non basta a far rallentare l’incessante processione di veicoli che entrano ed escono da una strada a quatto corsie collegata a una via comunale troppo stretta per assorbire una mole di traffico inadeguata alle sue dimensioni.

Dopo gli ultimi incidenti che si sono verificati nel tratto finale della Secante nel quale l’arteria scarica il suo traffico lungo la via San Cristoforo, l’esasperazione dei residenti è tracimata: «Non ne possiamo più – le lamentele sono corali da parte di tutti coloro che vivono nelle vicinanze dello svincolo – perché la nostra sicurezza è continuamente messa in pericolo. Scontri e tamponamenti sono all’ordine del giorno, ma nessuno sembra rendersi conto del problema, nonostante le nostre ripetute segnalazioni. In passato avevamo pure raccolto delle firme per chiedere la realizzazione di una rotonda in corrispondenza di quello che è diventato l’incrocio più pericoloso della città, ma ogni tentativo è stato vano. Sono stati citati cavilli burocratici, accavallamenti di competenze tra l’Anas che sovrintende la Secante e il Comune che ha in capo la manutenzione della via San Cristoforo, motivi di spazio e chissà quante altre argomentazioni. Loro parlano e noi ci sentiamo abbandonati». Le proteste coinvolgono pure i residenti di via Moncenisio, una piccola lingua di asfalto che sfocia in bocca alla Secante, costringendo gli automobilisti a manovre da compiere tenendo le dita incrociate. Sulla via San Cristoforo invece una signora si affaccia alla porta per dire di aver perso il sonno da anni, una mamma racconta delle sue preoccupazioni quotidiane per i figli adolescenti che entrano ed escono di casa in sella ai loro scooter.

Poi c’è Roberto Naldi, la cui abitazione fa angolo con l’incrocio che tiene prigionieri lui e la sua famiglia: «Mia sorella, mio nipote e mio zio hanno avuto un incidente davanti a questa casa, in tre occasioni diverse. In quale altro punto della città è mai successa una cosa del genere? Abbiamo da poco rifatto la recinzione perché era più volte stata danneggiata in seguito agli urti e già ci sono i segni di nuovi danni». Mostra le crepe nel muretto e sospira, indicando i vari punti nei quali le auto sono andate fuori strada, hanno sbandato, hanno tamponato, hanno investito. La lista è lunghissima, come i sospiri di un uomo che quando esce in giardino respira smog e oscilla con le vibrazioni della strada al passaggio dei mezzi pesanti. «Quando percorriamo la via San Cristoforo e segnaliamo la svolta a sinistra verso il cancello di casa che si trova a pochi metri di distanza dalla svincolo della Secante spesso veniamo equivocati dagli automobilisti alle nostre spalle che rallentano in ritardo, prendendo male le misure. I rischi di tamponamento sono costanti, così come ogni volta che dobbiamo uscire dal vialetto tratteniamo il fiato, sperando che un camion non tagli troppo la curva, che la visibilità sia buona, che non ci siano due veicoli contemporaneamente in transito. Non si può andare avanti così».

La risposta definitiva sarebbe la realizzazione del Lotto Zero ciclicamente individuato come prioritaria opera in vista di finanziamento. Promesse e passi indietro si accavallano da anni, mentre i residenti aspettano, sempre più frustrati. «Ma non ci arrendiamo. Torneremo a chiedere appuntamenti al sindaco, a spingere sulla richiesta della rotonda. C’è anche chi è disposto a cedere uno spicchio del suo terreno per favorirne la costruzione. Questa volta vogliamo risposte concrete».