Cesena, 5 settembre 2017 - Nell'era del web 3.0 i contorni dei salotti cittadini si dissolvono minuto dopo minuto fino a prendere le sembianze di un gruppo Facebook ben assortito. Una famiglia allargata da 2mila e ducento utenti (dei quali 1900 attivi negli ultimi 28 giorni) come quella di ‘La Cesena che vorremmo’, fondata da Fabrizio Faggiotto un anno e mezzo fa. Qui le anime si fomentano, si danno pacche virtuali sulle palle, discutono, si infiammano.

Ma poi i fiumi di rabbia fanno giri (social) immensi della città, si placano e tornano. «Grazie per avermi accettato – si legge sulla pagina –. Ne avrò da dire». E sotto Faggiotto risponde: «Benvenuto, non vediamo l’ora». Ma il 22enne appena sceso in politica nella lista ‘Cesena siamo noi’, non si accontenta. Vuole di più: un confronto vis a vis.

«Ho organizzato, per giovedì 14, una cena a Villa Mami di Roversano per dare un volto a chi si scrive quotidianamente da dietro lo schermo – spiega Faggiotto –. Conoscersi servirà ad interpretare meglio certi commenti, che a volte sono solo goliardici e non dovrebbero scaturire parole scritte ad alta voce. Alla cena dovremmo essere un centinaio». Un’impresa che l’organizzatore sta portando avanti da un mese a questa parte. E che, a detta sua, sarà un incontro conviviale per «esprimere le proprie idee liberamente, politiche e non». D’altronde sapersi muovere nella ragnatela del web «oggi è imprescindibile». Ma ciò non toglie che non ci si possa incontrare anche ‘alla vecchia’.

Loro sono abituati così: a calare la politica nella scena virtuale, cosa che invece è proibita negli altri gruppi cesenati. Ma questo Faggiotto lo sa bene. «Qualche settimana fa mi hanno eliminato da ‘Sei di Cesena se’ perché secondo loro ho provato a mettere in atto una discussione politica». Nel dettaglio il giovane cesenate ha postato un articolo sul nuovo sistema della raccolta dei rifiuti porta a porta. «Prima hanno cancellato il post – continua –, poi hanno fatto fuori anche me. Ma il mio intento non era quello di dar vita a un dibattito politico. Mi sembrava un argomento generale sul quale poter dire la propria opinione senza prendere in mano bandiere».

Nella Cesena che vorremmo, invece, ben vengano argomenti del genere. «Non è un gruppo dove postare gattini, il buongiorno o cose simili. Si parla di cose concrete, rispettandosi a vicenda. Unici divieti? Insulti e commenti razzisti».

«HO LASCIATO Sei di Cesena Se, il primo gruppo formato in città – racconta Patrizia Brasini, una degli utenti più attivi su la Cesena che vorremmo –, perché lì ci sono persone con le quali non si riesce ad avere un dialogo. Cosa che non capita invece nel gruppo di Faggiotto, che reputo invece più costruttivo». Le sue sono dita affilatissime dietro lo schermo. «Sono timida, ma su Facebook riesco ad esprimere meglio la mia opinione rispetto alla realtà» conclude.