Montevecchio (Cesena), 7 ottobre 2017 - C’è stata l’apocalisse. Quando il fango arriva sopra al tetto della casa più vicino alla frana e davanti alla porta di ingresso di quelle più protette; quando tutti gli edifici erano stati dichiarati inagibili e quando sembrava che l’uomo seppur con l’aiuto di ruspe e scavatori, a Montevecchio non potesse nulla contro la furia della natura.

L’apocalisse è passata e ora, a tre anni e mezzo di distanza dalla primavera del 2014, quando lo smottamento cominciò a muoversi dalla montagna fino al piccolo agglomerato di case a due passi dalla frazione di Borello, restano ancora i segni di quei mesi di paura. Giovanni Tesei, proprietario delle case interessate dalla minaccia, passeggia davanti ai resti di quell’apocalisse.

«Il pericolo sembra scampato - sospira - anche se non è ancora del tutto risolto. Il fronte dello smottamento è stato arginato da una serie di briglie e messo in sicurezza. In primavera probabilmente verranno effettuate delle ulteriori opere, dopo di che gli uffici competenti autorizzeranno la piantumazione di un bosco, la soluzione migliore per tenere ferma la terra. Noi intanto stiamo cercando di ricominciare. Abbiamo svolto dei lavori di manutenzione sull’edificio che venne investito dal fronte franoso e vorremmo riportare alla normalità anche tutto il resto. Ma non possiamo».

A impedire il ritorno alla normalità c’è il grande cumulo di detriti che non è stato ancora rimosso da davanti alle abitazioni. «A luglio abbiamo avuto un incontro con tutte le parti in causa ed era stato assicurato un tempestivo intervento, che però non è mai arrivato, neppure dopo i miei diversi solleciti. Al posto di quella montagna di fango ormai seccata e sulla quale stanno spuntando spontaneamente arbusti male assorti un un tempo c’era un giardinetto, che tutti noi vorremmo riavere».

L’aspetto estetico non è marginale, visto che fino a quando il cumulo di detriti non verrà rimosso, probabilmente due edifici resteranno inagibili. «In uno di questi - continua Tesei - abitava mia sorella, che da anni è costretta a vivere fuori di casa. Prima la ospitava nostra madre, che ora però non può più farlo. Dove dovrà andare? Durante la fase di emergenza tonnellate di fango sono scivolate a valle, molte delle quali vennero rimosse. Ciò che resta è ancora qui, davanti ai nostri occhi, ad ostruire i fossi a ridosso delle case e a continuare mettere paura. La stagione calda è alle spalle, vorremmo trascorrere in serenità anche i prossimi mesi. Una volta per tutte».

L’incessante monito della serie tv che sta facendo storia, può ben citarlo anche Giovanni Tesei: «L’inverno sta arrivando».