Cesena, 4 ottobre 2017 - Giusto il tempo di alzare i primi veli su piazza della Libertà, che subito montano le polemiche. A gettare benzina su un fuoco che arde da anni monopolizzando - o quasi - l’agone politico cittadino, sono le opere in corso di realizzazione all’interno del cantiere più osservato di Cesena. In seguito alla repentina accelerata dei lavori di fine settembre, avvenuta per consentire l’apertura di una piccola porzione di pavimentazione in occasione della visita papale, gli occhi curiosi di residenti e commercianti si sono concentrati in particolare sulle pendenze che la nuova pavimentazione sta conferendo alla piazza.

Coi lavori ancora in corso, l’impressione è che la piazza sia in pendenza verso corso Mazzini e a testimoniare la sensazione è il colpo d’occhio sulla prospettiva del raccordo tra la nuova pavimentazione e il porticato di corso Garibaldi: per la prima parte i due livelli viaggioano di pari passo, mantenendosi pressoché a filo, mentre dopo, nella parte finale del porticato, quella più vicina al duomo, il livello della piazza si ‘abbassa’, mettendo in luce parte del precedente scalino.

«La discordanza è evidente - argomenta Fabrizio Faggiotto di Cesena Siamo Noi - e lascia perplessi. Prima di tutto per l’aspetto estetico sicuramente discutibile e in secondo luogo perché nutro dubbi sul futuro impatto che avrà la nuova pendenza sul deflusso delle acque piovane. Ritengo importante una valutazione della situazione a oggi, perché nel caso in cui anche ai tecnici addetti ai lavori risultassero delle incongruenze, ci sarebbe ancora modo di rimediare».

A testimonianza delle sue parole, Faggiotto porta l’attenzione sulle colonne della cappella di San Tobia, l’edificio che attualmente ospita il Museo del Duomo: alcune sono rialzate rispetto alla pavimentazione, mentre l’ultima, quella più vicina alla piazza, è stata parzialmente fagocitata.

«E’ certamente vero che mancano le stuccature e i lavori di rifinitura e che sia io che i diversi altri residenti e commercianti della zona che hanno rilevato le anomalie, non abbiamo le competenze specifiche per rilevare un eventuale errore, ma i dubbi sono legittimi. E poi che dire dell’impronta di scarpone rimasta indelebilmente impressa su un tombino? O dell’area riservata al parcheggio per disabili sul lato di via Paiuncolo che è in salita?».