Cesena, 13 marzo 2017 - Un valzer di palazzi della cultura. Sono stati precisati e in qualche caso anche cambiati i progetti dell’amministrazione comunale sull’utilizzo degli edifici da utilizzare come contenitori culturali e la giunta ha deciso di utilizzare palazzo Mazzini Marinelli, un tempo sede della vecchia gloriosa scuola elementare e attualmente sede universitaria di Scienze dell’Informazione, come futura sede del nuovo polo musicale. Naturalmente si ragiona non in tempi brevissimi, ma gli indirizzi sono ora ufficiali.

Assessore alla cultura Christian Castorri, può confermare che il palazzo Mazzini Marinelli situato tra via Sacchi e via Chiaramonti non sarà messo in vendita dal Comune come precedentemente previsto e annunciato?

«Abbiamo preso la decisione che palazzo Mazzini Marinelli non sia alienato perché riteniamo che possa essere un’opportunità per collocare Conservatorio, attualmente nella sede precaria di corso Ubaldo Comandini e il Corelli, trasferitosi da qualche anno a palazzo Nadiani. Questa scelta di unirli in un’unica sede avviene anche in virtù della nuova convenzione che vede questi due istituti musicali cittadini sempre più dialogare insieme. Questo intervento, inoltre, ci darebbe anche la possibilità di iniziare a ragionare sul recupero strutturale di palazzo Guidi, liberato dal Conservatorio».

L’archivio di Stato, al centro di molte traversie, è confermato che rimarrà nella attuale sede con i depositi nel capannone confiscato alla criminalità, come annunciato mesi addietro?

«Sull’Archivio di Stato la linea è già tracciata da tempo: la sede e la consultazione verranno confermate nell’attuale immobile, mentre, in accordo con l’Archivio stesso, stiamo progettando la collocazione dei depositi nel capannone confiscato alla criminalità organizzata, già consegnato all’agenzia del demanio per gli scopi concordati».

L’amministrazione continua a pagare un canone salato per l’affitto di un capannone dove si trovano i libri non esposti alla Malatestiana fra cui le preziose secentine e testi di grande valore appartenenti a vari fondi. Per quanto si protrarrà questa situazione criticata da molti studiosi?

«Il capannone in via Parri , sulla base dell accordo fatto con l’Archivio di Stato, ci darà anche la possibilità di accogliere i vari depositi librari attualmente sparsi nella città e ci permetterà di evitare canoni di affitto, che attualmente ci richiedono un impegno annuo di oltre 60 mila euro».

Gli studiosi che vanno in Malatestiana non possono consultare direttamente i testi, ma solo prenotarli, in attesa che siano prelevati e trasportati i giorni succesivi dal deposito.

«Gli studiosi possono comunque contare, ora e in futuro, sul servizio di prenotazione che permette di dare risposte efficaci alle richieste che riceviamo settimanalmente».

È dunque sicuro che il Centro cinema verrà spostato alla Malatestiana con i lavori del terzo lotto. E il cinema San Biagio resterà dov’è?

«Confermo che il terzo lotto della Malatestiana ospiterà anche il Centro cinema. Ricordo come sia stata proprio l’idea progettuale a darci la possibilità di ottenere il finanziamento per il recupero. Il cinema San Biagio rimarrà dov’è attualmente e resterà un servizio culturale importante per la città».