Cesena, 13 settembre 2017 - Niente sale ai movimenti di ispirazione neo-fascista. Con un nuovo regolamento la giunta punta così a mettere fuorigioco tutti i gruppi e movimenti di ispirazione d’estrema destra, come Forza Nuova.

L’impegno a rispettare i principi costituzionali come requisito ineludibile per la concessione di aree pubbliche, sale comunali, ecc. E’ questa la proposta contenuta nell’ordine de giorno che la giunta sottoporrà al consiglio nella prossima seduta. A darne notizia il sindaco Paolo Lucchi in una lettera con cui ha informato i consiglieri comunali dell’iniziativa intrapresa.

«Tale iniziativa prende le mosse da alcuni fatti di cronaca relativi a formazioni di stampo neofascista le quali, sempre più, utilizzano gli spazi pubblici loro concessi al fine di attuare una propaganda ispirata a sentimenti antidemocratici, all’odio razziale, all’omofobia, all’antisemitismo – scrive Lucchi – Valga, a titolo di esempio, la volontà di Forza Nuova di organizzare, per il prossimo 28 ottobre, una manifestazione rievocativa della infausta marcia su Roma, momento fondante della dittatura fascista nel nostro Paese. La libertà di pensiero - elemento cardine della nostra democrazia, nata proprio dalla Liberazione dal nazifascismo - trova nel nostro ordinamento un limite naturale, rappresentato proprio dai valori della Carta Costituzionale. Non a caso, la stessa Costituzione prevede la norma transitoria che vieta ‘la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista’. Il proliferare a livello globale di sigle ispirate al nazifascismo non può lasciare indifferente la nostra città che, medaglia d’argento al valor militare per il contributo dato durante la Liberazione, anche di recente è stata testimone di tristi segnali di recrudescenza fascista. Cesena non è stata immobile durante il ventennio fascista e non può esserlo nemmeno oggi. Un indirizzo operativo di questo tipo, peraltro già adottato dal Consiglio comunale di Siena, per esempio aiuterebbe la città di Roma a negare il tentativo di Forza Nuova di celebrare la marcia su Roma, senza dover ricorrere ad interventi ministeriali o governativi».