Cesena, 16 marzo 2017 – Ministro, pensaci tu. A tirare in ballo il dicastero dello Sviluppo economico sono i cinque sindaci di Forlì, Bertinoro, Cesena, Forlimpopoli e Meldola. «Blocchi le esplorazioni autorizzate alla Po Valley», scrivono le giunte in una lettera indirizzata a Carlo Calenda. Una contrarietà, la loro, «fondata sulla discrasia fra ciò che giornalmente il nostro Paese dichiara in merito allo sviluppo delle energie rinnovabili e l’avvio di nuove ricerche di idrocarburi», scrivono.

Ma è innegabile che dietro alle autorizzazioni necessarie per avviare queste ricerche ci sia anche il timbro delle cinque amministrazioni, che nel 2013 approvarono (con richieste di modifiche) l’istanza della società australiana Po Valley Operations Py. Intanto la Regione corre ai ripari e ricorda a tutti che «per le eventuali successive fasi di esplorazione e coltivazione (che in gergo significa ‘estrazione’; ndr) sono previsti appositi step di rigorosa valutazione ambientale». E anche per avviare la fase di ricerca che ha ricevuto l’ok del ministero, la società «deve essere in possesso di altre necessarie autorizzazioni». Insomma, la strada non è spianata per la società che vorrebbe estrarre energia nella nostra zona.

Intanto è curioso scoprire quanti siano, già ad oggi, i permessi sia di ricerca sia di estrazione nella nostra regione. E delle 36 concessioni di ‘coltivazione’ si scopre sul sito del ministero che nessuna ricade nel nostro territorio: Bologna (13), Ferrara (4), Modena (7), Parma (6), Piacenza (4), Ravenna (7), Reggio Emilia (1), Rimini (1). Mentre sono tre nella provincia di Forlì-Cesena i permessi di ricerca (31 in tutta la regione): ovviamente quello di Torre del Moro che ha suscitato le polemiche recenti, poi uno a Ponte dei Grilli che tocca i territori di Forlì, Ravenna e Bologna, infine quello di Faenza, anch’esso condiviso con la provincia di Ravenna. 

E per i territori che ospitano pozzi d’estrazione ci sono le royalties per gli impianti. Tanto per fare un esempio, nel 2015 Ravenna ha ottenuto 341.848 euro per i suoi pozzi. Ma chi davvero intasca i contributi principali dalle società d’estrazione è la Regione: nello stesso anno viale Aldo Moro ha incassato 7.123.313 euro.