Cesena, 31 ottobre 2017 - Dovranno comparire il 17 gennaio prossimo davanti al giudice per le indagini preliminari Monica Galassi i dirigenti e gli agenti della sezione di San Piero in Bagno, finita nell’occhio del ciclone nel settembre dell’anno scorso quando venne a galla un giro di mazzette e regali di vario genere che numerosi imprenditori dell’autotrasporto elargivano per ottenere un trattamento preferenziale in caso di controlli. A condurre le indagini, coordinate dal pubblico ministero di Forlì Lucia Spirito, furono gli uomini della Polizia Giudiziaria del compartimento Polstrada di Bologna, secondo i quali l’ex comandante, il suo vice e un altro sottufficiale avrebbero sollecitato e accettato regali (anche in denaro) da alcune imprese di autotrasporto.

Secondo il pubblico ministero Lucia Spirito questi regali non erano innocenti, ma configuravano i reati di concussione e corruzione. Durante l’indagine, la Polizia Giudiziaria trovò un ‘tesoretto’ di 27.800 euro su cui le parti forniscono versioni diverse. La difesa afferma che questa somma è un residuo di quattro anni (dal 2012 al 2015) e serviva per acquistare regali natalizi per le famiglie, ed è quindi regolare, ma queste spiegazioni non convinsero il Giudice per le indagini preliminari, che dispose la sospensione dal servizio per dieci mesi del vice comandante del reparto, mentre il comandante era già andato in pensione ed era stato sostituito da un altro dirigente, non coinvolto nell’indagine.

Le indagini partirono dalla denuncia di un agente, e si svilupparono attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, e ascoltando diversi imprenditori dell’autotrasporto. È emerso che da una quindicina di anni almeno sedici imprese di Forlì-Cesena, dell’Umbria, del Lazio e del Veneto avrebbero fatto questi regali di Natale, che non erano solo sotto forma di sottoscrizioni in denaro, ma anche di prodotti alimentari (tra cui un carico di 32 prosciutti), cene per le famiglie degli agenti, buoni per l’acquisto di carburante. Tra le regalie ci sarebbe stata anche la sponsorizzazione della locale squadra di calcio di cui l’ex comandante della sezione era presidente.

Dalle indagini sono nati due distinti fascicoli che vedono indagati i vertici e quasi tutti gli agenti in servizio fino al 2016 alla Polstrada di San Piero e alcuni imprenditori. I reati ipotizzati vallo dalla concussione alla corruzione, dalla truffa ai danni dello Stato all’abbandono del servizio, fino all’omessa denuncia. A difendere gli indagati, al cui fianco si schierò il sindacato Siulp, sono gli avvocati Max Starni per l’ex comandante, Marco Martines per l’ex vice, Giovanni Maio, Vincenzo Andreucci, Roberto Roccari per gli agenti, e Riccardo Chiesa per un autotrasportatore.