Cesena, 25 ottobre 2017 - Il cuore della città è a pochi passi, ma qui, vicino alla stazione, dove inizia corso Cavour e poi si dirama via Benedetto Croce, si respira un’aria di sfiducia e di paura. Incontriamo alcuni negozianti che hanno persino timore di parlare coi giornalisti. E’ il caso del proprietario di un sali e tabacchi, alle prese coi lavori per montare un sistema di allarme, che nella notte di lunedì ha subito un furto.

«Se ne vada per cortesia, – ci risponde– più diciamo e meno i clienti vengono». Veniamo a sapere che i ladri avevano già colpito due settimane prima, con le stesse modalità: passando dal retro, dove c’è un albergo, hanno fatto un buco nel muro, hanno disattivato l’allarme e si sono infilati all’interno. Lunedì notte hanno portato via gratta e vinci, sigarette, ricariche telefoniche e, secondo qualcuno, anche dei soldi. Continuando il percorso ci si imbatte in una vetrina dove il vetro è stato rotto in un punto, dietro la serranda chiusa. E’ un piccolo alimentari dove, a dire di un passante, i ladri hanno cercato di entrare la settimana scorsa: hanno tagliato la serranda e hanno colpito il vetro con un corpo contundente, ma qualcuno ha sentito l’allarme e si è affacciato dalle finestre spaventando i ladri.

Poco più in là una merceria. «Se sono sola devo barricarmi dentro – si lamenta Gigliola dell’Orsa Maggiore –, di sera tiro giù la serranda perché ho paura che spacchino la vetrina o che facciano danni. Da quando hanno aperto il centro sociale le cose sono peggiorate. La settimana scorsa è venuto un extracomunitario sulla trentina, ha detto che lo mandava la Caritas e che gli dovevo dare tutti i vestiti che voleva, ho avuto paura. I miei vecchi clienti non vengono più, si vedono solo extracomunitari e ubriachi».

Poi ci imbattiamo nella vetrina del centro sociale “La Marmotta Rossa”, entriamo, le numerose persone sedute all’interno ci guardano con aria interrogativa. La titolare ci spiega che loro supportano, accompagnano e sostengono le persone bisognose e che hanno sempre allontanato quelli che abusavano di alcool o che avevano altri problemi, ma non hanno mai avuto a che fare con ladri.

Proseguiamo per corso Cavour, una parrucchiera del negozio Glamour ci dice che «questa è una zona abbandonata dal mondo, fanno quello che vogliono quando vogliono: due furti al tabaccaio, due alla gelateria, diversi tentativi di furto, un furto di un rolex a una passante, furti di biciclette». C’è chi è più fortunato, come la parrucchiera “Curiosità è femmina” che, grazie a un grosso catenaccio nella porta ha evitato un furto domenica sera.

Chao Liu del Caffè Cavour ci dice che è costretto a chiamare la polizia spesso per allontanare ubriachi e persone moleste. Giriamo per via Benedetto Croce e un commerciante ci racconta di un bivacco sotto al cavalcavia che parte dal parcheggio dietro all’hotel Casali. «Hanno persino montato le tende – dice – dormono e mangiano lì». Anche il parcheggio, scopriamo poi, non sembra essere un luogo sicuro, specialmente la notte. «Sa quanti vetri rotti al mattino? Un lampioncino servirebbe» commenta un residente. All’hotel Casali ci spiegano che vogliono mettere un sistema di videosorveglianza. Qualcosa cambierà?