Cesena, 13 agosto 2017 - Su una città ritenuta ‘pet friendly’ come Cesena, con oltre 11mila cani iscritti all’Anagrafe canina, ecco la mazzata di Ferragosto: una prescrizione dell’Ausl rende attuativa una nota dell’Ufficio igiene degli alimenti del ministero della Salute, che pretende venga reso operativo quanto prescritto dal regolamento europeo 852 del 2004: l’accesso ai cani ‘non è ammesso presso gli esercizi di vendita al dettaglio rappresentando una possibile fonte di contaminazione‘. Esclusi solo cani guida e cani poliziotto.

Andando a sfogliare il Codice comunale della convivenza civile che prescrive l’adozione di precisi comportamenti per i cittadini, si legge all’articolo 42 sull’accesso di animali a esercizi e uffici pubblici, che «i cani, accompagnati dal proprietario-detentore a qualsiasi titolo, hanno libero accesso agli uffici pubblici e a tutti gli esercizi commerciali, fatte salve specifiche prescrizioni dell’autorità sanitaria per le tipologie di esercizi in cui si tengono in deposito, si trasformano o comunque si manipolano e vendono prodotti alimentari. È facoltà del gestore dell’attività commerciale stessa vietarne l’accesso, mediante apposita cartellonistica».

Fatto sta che il Conad Montefiore ha affisso un cartello informando che dai prossimi giorni è proibito ai proprietari di accedere al supermercato con cani, anche posti sul carrello. C’è chi si compiace, come un cliente del supermercato, che ha scritto una lettera entusiasta. «Era ora! Ho incrociato una signora che col cane al guinzaglio di grosse dimensioni e dal pelo lungo scodinzolava sui bancali posti alla base. Spero solo che l’Asl applichi la stessa delibera agli altri negozi di generi alimentari». Già fatto, come confermano i diretti interessati.

«Nel mio supermercato di Sala  - di Cesenatico – informa il presidente di Fida alimentaristi Confcommercio cesenate Marino Pieri – ho affisso il cartello e i giorni prossimi organizzeremo un incontro di categoria per capire meglio, ad esempio come comportarsi con i cagnolini di piccola taglia che le clienti tengono in borsa o in braccio». Lanfranco Morganti l’alimentarista veterano di Cesena, con la sua storica gastronomia in via Fra Michelino, racconta: «Sono stato informato e attuerò le disposizioni, ma spero che quanto prescritto non si limiti alla nostra categoria. Giusto che riguardi anche ristoranti e bar».

Alla coop Lungosavio fanno sapere che era già in vigore il divieto di accesso al supermercato alimentare e quindi la disposizione dell’Ausl in pratica regolamenta una situazione già esistente di fatto». Anche al Conad ‘Sapori e dintorni’ del Foro Annonario rimarcano che è in vigore il divieto di ingresso con i cani. Ma è ragionevole pensare che non si faranno attendere le lamentele degli amici di Fido. Tra i battistrada è Antonella Celletti, della Lega Nord cesenate, che già in passato ha assunto posizioni personali in tal senso e che critica la norma: «Tipica vicenda italiana. Qui non esiste la via di mezzo: o tutto o nulla. La norma è sbagliata. I carni di piccola taglia che disturbo arrecano? Lasciare i cani fuori espone inoltre ai rapimenti, con relativo riscatto, inquietante fenomeno in crescita».

Le associazioni degli alimentaristi si incontreranno per fare le pulci alla norma e verificare se cani e animali domestici potrebbero aggirarsi tra gli scaffali dove si trovano i barattoli, ‘non contaminabili’ ma non nei pressi del banco salumi o del reparto macelleria. Indicazione peraltro che sarebbe difficile da mettere in pratica, visto che una volta entrati nei negozi con il proprio cane non ci sono divieti specifici a seconda dell’area nella quale si circola.