Cesena, 23 maggio 2017 - Nelle ultime settimane le associazioni di consumatori hanno fatto decine di riunioni (l’ultima ha avuto luogo ieri sera al Palazzo del Ridotto per iniziativa del Codacons) per raccogliere le adesioni degli azionisti alla costituzione di parte civile contro i vertici della ‘vecchia’ Cassa di Risparmio di Cesena. Gli incontri si sono intensificati in vista dell’udienza preliminare di giovedì mattina 25 maggio, quando il giudice dell’udienza preliminare Luisa Del Bianco dovrebbe decidere se rinviare a giudizio i 14 indagati per i reati di false comunicazioni sociali e ostacolo alla vigilanza delle autorità bancarie.

Con ogni probabilità, però, l’udienza sarà rinviata poiché la Camera Penale, che rappresenta gli avvocati penalisti italiani, ha indetto per la quarta volta dall’inizio dell’anno cinque giorni di astensione dalle udienze. Basterà che si astenga anche un solo difensore dei 14 indagati per far saltare l’udienza, e la cosa viene data per scontata. Solitamente in questi casi ci sono rinvii a breve termine, ma in questo caso sarà necessario trovare una giornata intera, visto che l’udienza si annuncia assai complicata: ci sono, infatti, 14 indagati, ognuno dei quali ha uno o due avvocati difensori, e gli avvocati delle associazioni dei consumatori che si costituiranno parte civile. Fino al 31 marzo scorso, quando c’è stata la chiusura delle indagini preliminari, il procuratore della Repubblica Sergio Sottani e la sostituta Francesca Rago avevano individuato 135 parte offese, cioè azionisti che avevano già chiesto di essere ammessi al processo avendo subito un danno.

Il numero di coloro che chiederanno al Gup di costituirsi parte civile, però, sarà molto superiore: il Comitato difesa consumatori Crc (collegato con Adusbef) ha raccolto 236 deleghe, mentre il Codacons ne ha raccolte oltre 300. All’apertura del processo vero e proprio il numero delle parti civili potrebbe avvicinarsi a mille.