Cesena, 23 aprile 2017 - Secondo Davide Fabbri, portavoce del Comitato difesa risparmiatori Cassa di Risparmio di Cesena, erano un centinaio le persone che ieri mattina hanno sfilato in corteo per le strade del centro della città fino all’Ex Zuccherificio, dove c’è la sede centrale della Carisp. Chi le ha contate afferma che probabilmente le persone in corteo non erano più di ottanta, ma la sostanza non cambia: ha deciso di scendere in piazza solo una parte degli oltre 400 azionisti Carisp (su 13.300 totali) che hanno aderito al comitato creato da Davide Fabbri e Franco Faberi per cercare di recuperare i soldi investiti in azioni e (quasi) polverizzati dalla riduzione del valore delle azioni da 14-19 euro a 50 centesimi per l’aumento di capitale effettuato dal Fondo interbancario di tutela dei depositi che ora controlla il 95,3% del capitale azionario.

Ciò nonostante lo stesso Fabbri afferma di avere previsto che le dimensioni della manifestazioni sarebbero state queste e che si è trattato di «un successo straordinario poiché questi cento cittadini sono persone coraggiose. Una minoranza che farà cambiare come un calzino l’attuale gestione autoritaria e affaristica della città, dominata da intrecci affaristici tra politica, banche e impresa».

Nel suo profilo personale Facebook (non in quello del comitato) però Davide Fabbri lancia pesanti accuse a Cesena e ai cesenati, definiti nella stragrande maggioranza «cittadini provinciali, indifferenti al bene comune e opportunisti del potere autoritario in cambio di favori, ma soprattutto cittadini omertosi».