L’OFFERTA pubblica di acquisto delle azioni della Cassa di Risparmio di Cesena da parte di Credit Agricole-Cariparma viene bocciata senza appello dal comitato degli azionisti e dei risparmiatori capitanato da Davide Fabbri e Franco Faberi. Il Comitato Difesa Risparmiatori Cassa Risparmio Cesena che raccoglie circa 550 aderenti in una nota definisce la soluzione prospettata da Ca-Cariparma nel progetto di fusione per incorporazione come ‘irricevibile’. I risparmiatori si dicono insoddisfatti perché «era stato promesso un ‘segnale di attenzione’ verso gli azionisti privati. Per cui ci si aspettava, non certo un dono - le banche non fanno mai regali – ma soltanto un tentativo seppur misero di giustizia sociale nei confronti degli azionisti privati».

«NON abbiamo mai chiesto regalie – riprendono Faberi e Fabbri – chiediamo semplicemente che venga restituito il maltolto, che venga ridato quanto è stato portato via dalla banca agli azionisti privati in modo illegittimo, niente di più e niente di meno». E rilanciano con una proposta alternativa che prevede un risarcimento a partire dal valore di 15 euro ad azione, con percentuali a scalare secondo il numero di azioni possedute: dall’85% da uno fino a 250 azioni, fino al 5% oltre le 40mila azioni.

PRESENTANDO il progetto di fusione per incorporazione della Carisp (con le Casse di Rimini e San Miniato), nei giorni scorsi Credit Agricole aveva sottolineato che «nell’ambito del progetto è stata approvata a beneficio dei clienti/azionisti retail un’offerta pubblica di acquisto che valorizza le azioni possedute (e i warrant detenuti dagli azionisti Caricesena) attraverso una componente fissa e una componente variabile in funzione degli utili realizzati dal Gruppo nel 2020. Il Gruppo Crédit Agricole ha destinato a questo fine oltre 20 milioni di euro per gli azionisti retail che decideranno di aderire all’offerta pubblica di acquisto». Evidenziando l’impegno a mantenere un forte legame coi territori e i clienti, Credit Agricole-Cariparma ha assicurato inoltre il mantenimento di «un solido rapporto con le Fondazioni azioniste delle tre Banche, al fine di poter sviluppare congiuntamente iniziative volte alla valorizzazione ed allo sviluppo delle comunità locali».