Cesena, 12 maggio 2017 - L’immenso mercato cinese fa gola a tutti gli operatori della filiera ortofrutticola italiana. Già oggi la Cina è il primo mercato del kiwi e i margini di crescita sono molto interessanti. La Cina Paese partner in questa edizione di Macfrut, è al centro della nuova scommessa di Cesena Fiera, insieme a Ifema e Vnu Exhibitions Asia, che hanno dato vita a Mac Fruit Attraction China. Un progetto fieristico nel più ampio contesto di Horti China, in programma dal 22 al 24 novembre 2017 presso il Convention and Exhibition Centre di Shanghai.

L’interesse cinese per l’Italia è grande. Lo ha sottolineato lo stesso Ambasciatore della Repubblica Popolare cinese in Italia, Li Ruiyu, nel corso della presentazione di Macfrut a Roma. Ad oggi solo il kiwi può entrare in Cina, da poco si è aperto il mercato delle arance, c’è attesa per l’apertura su mele e pere. Motivo per cui l’intensificarsi dei rapporti commerciali tra i due Stati disegna importanti scenari per il nostro sistema ortofrutticolo. Solo lo scorso anno l’Italia ha esportato prodotti ortofrutticoli pari a 27 milioni di euro, in crescita del +12,8% rispetto all’anno precedente (fonte Ice). E se pensiamo che l’export dei Paesi UE sempre verso la Cina è stato di circa 50 milioni di euro, questo dà un quadro del ruolo centrale dell’Italia su questo mercato. E le prospettive degli analisti parlano di ulteriori margini di crescita. Diversi i segnali in questa direzione. Il mercato interno europeo nei prossimi anni non potrà crescere in maniera significativa, sia per quanto riguarda la produzione che i consumi.

La ferma convinzione di Cesena Fiera è che il futuro della filiera ortofrutticola è legato alla propria capacità di svilupparsi sui mercati internazionali. Non solo, il calo dei costi del trasporto marittimo e la riduzione dei transit-time aprono nuove opportunità di business in nuove paesi. In questo quadro la Cina riveste un ruolo di primo piano. Poi i segnali dei consumatori cinesi che prediligono frutta importata: da una parte il prestigio collegato al consumo di frutta di importazione, soprattutto quella a brand proveniente dall’Occidente; dall’altra la garanzia di sicurezza che questi prodotti generalmente offrono.