Cesena, 28 febbraio 2017 - Il progetto della Wellness Valley romagnola è stato preso dal World Economic Forum di Davos come modello di ‘ecosistema del benessere’ per la riforma del welfare sanitario: l’obiettivo è passare dalle costose cure alla più conveniente prevenzione attraverso la diffusione della cultura di stili di vita sani.

Quando nel 2002 Nerio Alessandri, fondatore di Technogym, lanciò l’idea di mettere in rete aziende, enti ed energie all’insegna della promozione del benessere fisico in senso lato (passando quindi dal concetto di fitness a quello di wellness) pochi credevano che si sarebbe arrivati a questi risultati. Il workshop annuale che si è tenuto ieri al Technogym Village di Cesena ha marcato un ulteriore passo nella crescita del modello. Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda si è impegnato a fare della Wellness Valley il laboratorio per il nuovo modello di distretti industriali. «Il settore manifatturiero resta importante – ha spiegato il ministro – ma nell’industria 4.0 il confine coi servizi è labilissimo: cresce infatti l’approccio al cliente col digitale e l’innovazione. La Wellness Valley è un nuovo modello di distretto costruito attorno alla cura della persona».

Incremento dell’attrattività turistica (fino a 700mila presenze alberghiere annue, secondo una stima Trademark) e ricadute positive sul versante della salute e della prevenzione delle malattie croniche sono i pregi fondamentali del progetto Wellness Valley secondo il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. «Sottoscriveremo, insieme all’Università, un nuovo accordo per sostenere il progetto – ha detto Bonaccini davanti a oltre 250 operatori del settore – confermando anche l’impegno a promuovere e semplificare la prescrizione dell’esercizio come vero e proprio farmaco».

Istituzioni, imprese, medici, scuole, hotel, stabilimenti balneari, associazioni sportive e palestre in Romagna lavorano da anni, coordinati dalla Wellness Foundation presieduta da Alessandri, per dar vita iniziative e programmi che promuovono i sani stili di vita tra i residenti e gli ospiti. Ma il culmine è la Wellness Week che quest’anno si terrà dal 19 al 28 maggio. Sono coinvolte 248 organizzazioni sportive con iniziative di promozione e attività in tutti i centri della Romagna per 360mila partecipanti e 800mila contatti online. E proprio il digitale è l’ambito della nuova fase del progetto ‘Wellness Valley 4.0’ col varo di un’applicazione per smartphone che consentirà di avere una vetrina completa delle attività in programma, tenere monitorato il proprio movimento e permetterà anche di raccogliere dati per verificare l’impatto del progetto sulla salute e sulla spesa sanitaria.

Dal lato della formazione, il legame già forte con l’Università attraverso il polo di studi specializzato sulla qualità della vita, nell’anno accademico 2017-2018 farà un ulteriore scatto con l’avvio del primo corso di laurea in inglese per ‘Wellness culture: health, sport and tourism’. «Nel 2002 abbiamo lanciato la Wellness Valley con lo scopo di creare in Romagna il primo distretto del benessere al mondo con benefici sociali ed economici al tempo stesso: più salute per le persone e più investimenti per le imprese e il turismo – ha detto Nerio Alessandri –. I dati confermano che siamo sulla strada giusta e la Wellness Valley è nei fatti: la Romagna vanta la popolazione più attiva d’Italia, il 10% in più rispetto alla media nazionale, 2.500 aziende e 9.000 impiegati attivi nell’economia del wellness. Imprese, pubbliche amministrazioni, università e scuola hanno dato vita a prodotti, politiche, programmi e progetti che mettono al centro la persona e la sua qualità di vita, secondo i principi del wellness».